Como, lampioni ko

In cinque anni spesi 2,7 milioni

Solo per le manutenzioni 440mila euro ogni anno. Rifatti gli impianti dei giardini della stazione e di 11 vie

Como, lampioni ko In cinque anni spesi 2,7 milioni
Luci a intermittenza o spente, problema che si trascina da anni

Negli ultimi cinque anni il Comune ha speso circa 2 milioni e 750mila euro per sistemare e rifare pali e lampioni. I punti luce in città sono circa 9mila, il 90% dei quali è di proprietà di Enel Sole, mentre la restante parte è comunale . Da anni, da contratto, i comaschi versano alla società 400mila euro l’anno per la manutenzione a cui si sommano altri 40mila euro per gli impianti comunali. In pratica circa 50 euro a lampione l’anno. In cinque anni si superano i 2 milioni di spesa. Ma non è tutto. Da aggiungere ci sono infatti gli interventi di manutenzione straordinaria e gli impianti rifatti ex novo. In base ai dati forniti da Palazzo Cernezzi nel 2012 per il rifacimento dell’illuminazione pubblica nelle vie Al Rocco, Anzani e Sagnino l’amministrazione comunale aveva pagato di tasca propria 52mila euro, per quella in via Per San Fermo (all’epoca completamente al buio), via Negri e Salita Peltrera altri 39mila.

Nello stesso anno, secondo il report dell’ufficio tecnico, 120mila euro erano stati assegnati per la manutenzione straordinaria dei lampioni e dei pali in via Bellinzona e in via Sportivi Comaschi a cui vanno aggiunti i 50mila euro per lavori simili in piazza V Alpini e in via Badone. L’anno successivo, il 2013, nell’elenco degli investimenti per la luce figurano 75mila euro per la nuova illuminazione di viale Tokamachi (i giardini della stazione San Giovanni, da tempo al buio e con gravi problemi di sicurezza) e 120mila euro per un maxi intervento lungo viale Varese. Scorrendo i dati comunali sulle spese per l’illuminazione pubblica non si trovano voci dall’anno 2014 all’anno 2016 compreso. Capitolo a parte il 2015, anno in cui compare la somma di 100mila euro stanziati per il nuovo impianto di illuminazione dei giardini a lago. I soldi ci sono da tempo, ma occorre fare la gara d’appalto. Questo vuol dire che i nuovi lampioni non splenderanno di luce propria a breve.

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