Como: «Le multe annullate  ai poliziotti in divieto?   Fu un ordine del capo»
La sede della Polizia stradale di Como in via Italia Libera

Como: «Le multe annullate

ai poliziotti in divieto?

Fu un ordine del capo»

Il commissario Gaspa “cede” alle domande

del pm sui presunti favori ai colleghi della Stradale

«Il comandante mi disse come dovevo procedere»

A ordinare l’annullamento delle multe rifilate ai poliziotti della stradale posteggiati in via Italia Libera senza tagliando sarebbe stato l’allora comandante della polizia locale Vincenzo Graziani.

È quanto ha sostenuto, l’altroieri in tribunale, il commissario Davide Gaspa, accusato - assieme all’ex numero due della Polstrada Gian Piero Pisani - di avere eliminato una quindicina di avvisi di violazione sulla scorta di una dichiarazione con cui il comandante della Stradale (all’epoca era Patrizio Compostella, già “uscito” dal processo con il patteggiamento di una condanna a dieci mesi, nel maggio di tre anni fa) certificava l’utilizzo del veicolo privato per finalità di servizio.

Gaspa, in sede di controesame, ha “ceduto” alla pressione del pm Massimo Astori, risolvendosi ad ammettere che sì, ad ordinare la cancellazione di quelle multe «fu Graziani». Il quale Graziani, per la cronaca, oltre a non essere mai stato indagato nel processo in corso, era stato nei mesi scorsi chiamato in aula a testimoniare, già anticipando - in quella sede - il contrario di quanto emerso nell’ultima udienza, e cioè di non avere mai fornito alcun tipo di indicazione in merito a quelle contravvenzioni (ieri ha preferito non commentare quest’ultimo sviluppo).

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