Como: non è solo erba alta  Viaggio nel degrado  dei cimiteri cittadini
Frammenti di lapidi, cemento e fiori di plastica abbandonati al cimitero di Camerlata

Como: non è solo erba alta

Viaggio nel degrado

dei cimiteri cittadini

Al di là del problema degli sfalci mancati segni di grave sofferenza in tutte le otto strutture. Cadono calcinacci e il disordine è diffuso dappertutto

Erba alta nei viali, infestanti fra una tomba e l’altra, muri scrostati, rischio caduta tegole e calcinacci, resti di lapidi abbandonate. Sono un elenco dei problemi riscontrati in alcuni dei nove cimiteri cittadini: c’è chi ha un aspetto migliore e chi meno, ma in linea generale i campisanti comaschi non godono di ottima salute.

A Camerlata, in via Canturina, il problema macroscopico riguarda un ammasso di “rifiuti” formati da resti di bare, tombe, lapidi e pezzi di cemento accatastati ai margini del cimitero. La situazione non è nuova ed era già stata denunciata a maggio dalla lista “Rapinese sindaco”. A distanza di più di tre mesi e dopo una mozione del gruppo approvata in consiglio a inizio giugno, la situazione è ancora identica e il materiale non è stato portato via.

Poco distante, in via Caduti Albatesi ad Albate, in un’ala dell’edificio si nota un’area delimitata da transenne e impalcature: alcuni cartelli plastificati appesi avvisano i parenti dei defunti sul pericolo di caduta di tegole dal tetto.

Il problema arriva dall’alto anche al camposanto di Civiglio: anche in questo caso, le segnalazioni mettono in guardia dalla possibile “discesa” di calcinacci. Cambiando zona e spostandoci a Monte Olimpino in via Cesare Maderno, si notano un po’ ovunque ciuffi d’erba presenti lungo le vie.

L’infestante più grande e visibile si trova nel luogo destinato alla sepoltura di Breccia in via Rimembranza dove, accanto all’erba non tagliata fra i vicoli, si nota una pianta vera e propria che, se non fosse figlia dell’incuria, potrebbe sembrare quasi collocata ad hoc.

Il cimitero comunale di Camnago in via Clerici gode di salute migliore rispetto a quello vicino dov’è sepolto Alessandro Volta in cui diverse tombe appaiano inclinate e addirittura rotte in più punti.

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