Como, picchiato in centro da cinque ubriachi
Como via Oriani dove la scorsa notte c'è stato un pestaggio (Foto by Carlo Pozzoni)

Como, picchiato in centro da cinque ubriachi

Avvocato aggredito sulla strada di casa in via Oriani finisce in ospedale: 35 giorni di prognosi

Picchiato in centro da cinque giovanotti, che prima gli riversano addosso litri di vino e birra, poi lo colpiscono a “bottigliate”, infine si dileguano non prima di avergli strappato una ventiquattr’ore con qualche fascicolo processuale, un po’ di marche da bollo e denaro in contanti.

È capitato l’altra sera attorno alle 19 in via Oriani, la strada che scorre sul retro del Politeama. La vittima è un avvocato comasco di 36 anni che a quell’ora ritornava a piedi verso casa e che al pronto soccorso, per i traumi riportati, è stato giudicato guaribile in non meno di 35 giorni: «Erano in cinque - racconta il diretto interessato -. Ostruivano il marciapiede... Quando mi hanno visto, hanno preso a seguirmi rovesciandomi addosso vino e birra. Chiedergli di stare fermi non è servito, anzi...».

L’avvocato racconta di essere stato inseguito e malmenato, colpito al volto e agli arti, e di avere trovato scampo dalla furia dei suoi aggressori, soltanto grazie alla disponibilità di un’automobilista, una donna che, avendo assistito alla scena, ha accostato spalancandogli la portiera e invitandolo a salire. Pochi istanti più tardi, quando i cinque giovanotti ernoa già scomparsi portandosi via la valigetta e i documenti dell’avvocato, una pattuglia delle volanti della polizia provvedeva a identificare quantomeno i testimoni, in realtà tutt’altro che pochi, visto il traffico sia pedonale che automobilistico.

Intanto, con due amici, e prima di finire in ospedale, la vittima, ancora sotto choc, si attivava nella speranza di rintracciare la combriccola, effettivamente “riagganciata” in una pizzeria di Viale Geno, dopo un lungo perlustrare i locali della movida del centro città: «Quando li abbiamo ritrovati abbiamo subito chiesto l’intervento dei carabinieri...», racconta ancora lui, ma prima del loro arrivo, tre degli aggressori erano già riusciti a darsela nuovamente a gambe, mentre gli altri due, trattenuti dall’avvocato e dai suoi amici, venivano affidati ai militari, che provvedevano a identificarli. L’obiettivo, ora, è quello di riuscire a risalire anche all’identità dei fuggitivi, per poter procedere a un’unica denuncia. Si tratta di giovanotti italiani, probabilmente sotto l’effetto di molto alcol. Inutile anche cimentarsi nella ricerca della ventiquattr’ore e dei fascicoli che conteneva. Tutto sparito, con marche da bollo e il denaro.


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