Como, regalava vin brulé
ma i vigili lo fermano
«È vietato dal Dpcm»

Si raffredda all’Osteria del Gallo l’attesa del Natale con il brindisi interrotto dalla polizia locale. Il titolare Giusepep De Toma: «Non si può fare più nulla»

Como, regalava vin brulé ma i vigili lo fermano «È vietato dal Dpcm»
La signora Emanuela e Giuseppe De Toma (prima dell’arrivo dei vigili)

Al culmine di un concitato scambio di opinioni (dai toni per fortuna sempre molto urbani), un agente della polizia locale ha compilato, sabato pomeriggio, un cosiddetto “verbale di ispezione” rilevando una presunta irregolarità commessa dal dinamico Giuseppe De Toma, titolare dell’Osteria del Gallo, arcinoto locale di via Vitani.

Il banchetto e il cartello

De Toma, da sempre impegnato nella promozione dell’immagine e delle attività commerciali di una delle strade più caratteristiche della città murata, venerdì pomeriggio aveva installato fuori dal locale un tavolino con una brocca e uno stock di bicchieri di carta a disposizione gratuita di quanti, tra i passanti di quest’ultimo weekend pre natalizio, avessero desiderato sorbire un bicchiere di vin brulé, gentilmente offerto dalla casa e dai negozianti della via. Per meglio chiarire il senso dell’operazione - affiancato dalla dama in costume Emanuela Cesaria Lopez, dell’omonima galleria d’arte e gioielli poco più avanti - l’oste aveva fatto in modo di affiggere anche un cartello, precisandovi non solo che trattavasi di “dono” ma anche che il vino fosse obbligatoriamente da bersi «camminando».

Venerdì pomeriggio la distribuzione s’è realizzata senza intoppi per la miglior soddisfazione dei passanti infreddoliti, e c’è da credere che altrettanto sarebbe avvenuto sabato, se non fosse per l’intervento del vigile. Questi ha spiegato al titolare dell’Osteria e a sua moglie Rosanna che quel tipo di allestimento “a buffet” è vietato dai protocolli anti contagio, da cui il verbale, con conquibus da calcolarsi in separata sede all’esito di opportuna istruttoria ai piani alti.

«Non si può organizzare più niente», è il commento dello sconsolato De Toma, uno che ha fatto del “fare” la sua ragione di vita, specie quando si tratti di reclamizzare le bellezze del microcosmo di via Vitani, e a maggior ragione quest’anno, con il venire meno delle iniziative della Città dei Balocchi: «Volevo girare con un carretto vestito da Babbo Natale, a questo punto rinuncerò».

Poca chiarezza

Comunque: dell’“affaire vin brulé” sentiremo parlare ancora, se è vero, come è vero, che sabato analogo beveraggio fosse in vendita - e non già in dono, come in via Vitani - anche in altre zone della città, senza che nessuna autorità sia intervenuta per sospenderne la distribuzione. Visto che il cibo da asporto, con il divieto di consumo a ridosso del pubblico esercizio, è consentito, dev’essere che lo snodo sia proprio l’allestimento “a buffet” congegnato da De Toma, sebbene, come sopra, ad allestimenti analoghi abbiano già provveduto, in un passato recente, diversi altri bar e locali della città senza per questo essere richiamati.

Per chi ancora non l’avesse capito, è confusa la vita al tempo del Covid.

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