Como ricorda don Roberto  Ma Fratelli d’Italia accusa  l’assessore alla sicurezza
Un uomo mostra una foto di don Roberto Malgesini fuori dalla messa di suffragio in Duomo (Butti)

Como ricorda don Roberto

Ma Fratelli d’Italia accusa

l’assessore alla sicurezza

Polemica in Consiglio nel dibattito seguito all’uccisione del sacerdote

Il consiglio comunale piange don Roberto Malgesini, ucciso la scorsa settimana in piazza San Rocco da un uomo originario della Tunisia, e si apre con tante richieste per un nuovo dormitorio. Ma non sono mancati i momenti di polemica. «Don Roberto lascia un grande vuoto, lo dimostrano le migliaia di testimonianze di ricordo – ha detto Matteo Ferretti, capogruppo di Fratelli d’Italia – l’omicidio è una sconfitta, su temi molte volte trattati come la grave marginalità e il dormitorio. L’assessore alla sicurezza Elena Negretti invece di perdere tempo in sterili polemiche dovrebbe occuparsi della scarsa sicurezza che c’è in città. Dal tentato stupro in via Mentana al coltello fuori dal mercato, passando da San Francesco e dallo scalo merci. Servono soluzioni reali e responsabilità».

«Dopo questa tragedia troviamo con determinazione insieme a chi lavora dal basso una soluzione per la grave marginalità – ha detto Patrizia Lissi, consigliere del Pd - nell’ottica dell’assistenza sociale e psicologica, anche per fare in modo che nessuno possa nuocere agli altri». «Ora tocca a noi – ha detto Fabio Aleotti, capogruppo del M5S - l’amministrazione deve scendere in campo ed essere regista dell’accoglienza e della solidarietà. Serve non solo il dormitorio, smantellati il centro di via Regina e di via Conciliazione, ma tanti servizi correlati. Si costruisca uno stabile per l’accoglienza e in maniera urgente. Non per attirare gente, ma perché è un’esigenza».

«In che direzione sta andando l’amministrazione – si è chiesta Ada Mantovani dal gruppo misto - volete davvero individuare un centro d’accoglienza? Con tutti i soggetti interessati possiamo riuscirci. Convocate a breve un tavolo straordinario di confronto». Il consigliere del gruppo Rapinese Paolo Martinelli ha invece spiegato che l’assassino di don Roberto non doveva essere a piede libero. È seguito un minuto di silenzio.


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