Como, tutti a fare il bagno nel lago. Anche se non si può

Dal Tempio Voltiano a Villa Geno, il rischio di contrarre infezioni (come la legionella) non spaventa nessuno

Sabbia, palette, secchielli, “salviettone” e vestiti stesi ad asciugare sul muretto. Mancano solo gli ombrelloni, per il resto, ieri pomeriggio, il retro del Tempio voltiano sembrava davvero una spiaggia. Soprattutto, erano davvero numerose le persone in acqua: attorno alle 17, nemmeno l’ora di punta, si contavano una trentina di bagnanti, la grandissima parte composta di bambini.

Così, in mezzo alle anatre e ai moscerini e proprio sotto uno dei numerosi cartelli indicanti il divieto di balneazione in diverse lingue, grandi e piccini hanno passato il pomeriggio, chi prendendo il sole, chi sguazzando nel lago e giocando con un pallone Nike nero, mentre sulle panchine dietro al mausoleo dedicato al grande scienziato lariano, si accomodavano i turisti a guardare il panorama.

Poco lontano, in fondo alla lingua di terra formatasi proprio in corrispondenza dell’entrata del Cosia nel lago, una famiglia di stranieri (come quasi tutti quelli presenti ieri) si rinfrescava, i genitori immergendo solo i piedi mentre i figli nuotando e spruzzandosi reciprocamente l’acqua sul viso.

A villa Geno, invece, in linea con lo spirito dei giochi europei di Glasgow, cinque giovani si cimentavano nella pericolosa e vietatissima disciplina dei tuffi dal battello spazzino. Altri, invece, in barba ai cartelli di divieto, hanno cercato refrigerio usando come trampolino il pontile di fianco, quello purtroppo noto alle cronache per l’annegamento, tre anni fa, di un ragazzo di Seveso. Poco più avanti, nel prato attorno alla fontana funzionante, per tutto il pomeriggio, c’era chi s’immergeva nel lago a cercare refrigerio utilizzando lo spazio come zona relax, con tanto di teli e musica. Dopo la recente comunicazione sulla balneabilità di villa Olmo, in tutta la città non è consentito fare il bagno. Proprio a maggio sono stati introdotti nuovi cartelli indicanti il divieto di balneazione nella zona dei giardini, nell’area tra il Monumento ai caduti e il Tempio voltiano. Sono stati collocati dal Comune tenendo in considerazione i punti in cui si è riscontrata la maggior affluenza di bagnanti: in prossimità delle scalinate dove il Cosia sfocia nel Lario e in corrispondenza della piccola spiaggia dietro il monumento dedicato al fisico lariano. La violazione del divieto, è bene ricordarlo, può costare una multa da venticinque fino a cinquecento euro, senza considerare la possibilità di contrarre malattie della pelle, infezioni, dolori di pancia e stomaco, e senza ignorare il rischio legionella.

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