Como, il prete degli ultimi  ucciso in piazza San Rocco  Il colpevole si è costituito  «Don Roberto come un padre»

Como, il prete degli ultimi

ucciso in piazza San Rocco

Il colpevole si è costituito

«Don Roberto come un padre»

Don Malgesini, 51 anni, è stato accoltellato a morte stamane poco dopo le 7 prima di iniziare il giro delle colazioni ai senzatetto

Un prete di 51 anni, don Roberto Malgesini, è stato accoltellato a morte questa mattina in piazza San Rocco, a Como. L’aggressione è avvenuta poco dopo le 7, proprio sotto la casa dove il sacerdote (originario della Valtellina, Regoledo di Cosio) abitava.

Don Roberto è stato trovato steso a terra, con una ferita da arma da taglio, nella salitina che porta alla chiesa, non lontano dalla fermata dalla fontanella dell’acqua.

Inutili i soccorsi di ambulanze e automedica: i sanitari hanno soltanto potuto constatare il decesso. L’autore del delitto si è costituito ai carabinieri: è un cittadino straniero, di cui ancora non si conoscono le generalità.

Gli uomini della polizia scientifica hanno ritrovato non lontano dal corpo un coltello insanguinato, sicuramente l’arma del delitto.

COMO Il ritrovamento dell’arma insanguinata

COMO Il ritrovamento dell’arma insanguinata

Immediatamente informato della tragedia, il vescovo Oscar Cantoni è arrivato poco dopo le 8.15 in piazza San Rocco.

COMO Il vescovo Oscar Cantoni in preghiera in piazza San Rocco

COMO Il vescovo Oscar Cantoni in preghiera in piazza San Rocco

Don Roberto Malgesini da anni aveva scelto di stare dalla parte degli ultimi. Schivo e riservato, era sempre in prima linea quando c’era bisogno di aiutare gli emarginati della città. Era il coordinatore del gruppo colazioni, i volontari che tutte le mattina si preoccupano di portare un the caldo o qualcosa da bere ai senzatetto della città.

In tanti, moltissimi di origine straniera, con gli occhi lucidi, sono arrivati con il passare delle ore davanti alla parrocchia in piazza di San Rocco. «Per me era come un padre - ha raccontato Gabriel Nastase, 36 anni - quando sono arrivato dalla Romania, solo, senza casa e lavoro, è stato lui il primo ad aiutarmi, poi ho trovato un’occupazione ma con lui sono sempre rimasto in contatto, se avevo bisogno di medicine, di essere accompagnato per una visita, chiamavo lui. Non meritava di morire così, spero ci sia giustizia».

«Io venivo qui tutte le mattine per prendere qualcosa da mangiare - ha raccontato un giovane ghanese seduto sui gradini della chiesa - anche stamattina sono arrivato alle 7,30 e ho visto un corpo per terra ma non mi hanno fatto avvicinare. Solo dopo ho saputo che era Don Roberto: per me oggi è una giornata molto triste, non me la sento neppure di mangiare».

Da una prima ricostruzione dell’omicidio pare che don Roberto Malgesini stesse iniziando il suo giro di distribuzione delle prime colazioni. Sotto casa, nella canonica di San Rocco c’è ancora la sua Panda grigia con tutto il necessario.

Probabilmente il sacerdote ha trovato l’omicida ad aspettarlo: era una persona che don Roberto conosceva, un senza tetto al quale forniva assistenza e con il quale pare fosse anche in buoni rapporti.

Resta da capire cosa sia successo tra i due, perché non vi sarebbero testimoni dell’aggressione. Don Roberto è stato colpito da varie coltellate, quella letale al collo: il corpo era a una ventina di metri dall’auto, dove c’è un piccolo spiazzo in cui si trovano solitamente gli immigrati.

Dopo avere ferito mortalmente il prete, l’omicida è andato a piedi a costituirsi alla caserma dei carabinieri, che dista circa 400 metri da San Rocco. Lungo il percorso vi sono gocce di sangue lasciate dall’omicida.


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