Como: utenti morosi  e i veri rincari in bolletta  Due euro all’anno
Fake News sulle bollette

Como: utenti morosi

e i veri rincari in bolletta

Due euro all’anno

Si infiamma il dibattito, consumatori arrabbiati. Ma girano troppe fake news, come l’aumento di 35 euro. L’Autorità per l’energia interviene per fare chiarezza

Non 35 euro a bolletta ma due euro all’anno. A tanto, secondo l’Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, ammonterà la “socializzazione” in bolletta degli oneri non pagati.

In sostanza, le notizie che circolano in rete sugli aumenti per l’energia sono viziate da due errori non di poco conto. Il primo, appunto, che non si tratta di 35 euro ogni due mesi, ma 2 euro – massimo 2,20 euro – all’anno. Secondo errore: il cliente finale moroso non c’entra. La questione è molto più complessa e ha a che fare con il fallimento di alcune società di vendita.

Ma andiamo con ordine. Due euro all’anno sarà la cifra che vedremo aggiunta alle nostre bollette elettriche per risanare il buco creato dalla mancata riscossione di oneri da parte delle società di distribuzione dell’energia nei confronti delle società di vendita. Non si tratta infatti di un problema legato, come si è letto spesso sul web nei giorni scorsi, al cliente finale che non paga, ma alle società di vendita che falliscono e non versano gli oneri alle società di distribuzione dell’energia. In sostanza, niente aumenti esagerati, come si legge, con consumatori che gridano allo scandalo dei 35 euro in più in bolletta e niente cliente finale non pagante causa di questa situazione.

Clara Poletti, direttore energia di Arera, è stata chiara su questo, rassicurando tutti: la socializzazione in bolletta (che significa pagamento di una quota parte da parte di tutti gli utenti per colmare un buco), nelle previsioni – certezze si avranno solo a settembre – vale circa il 2% degli oneri complessivi. Questo significa non più di 2 euro, massimo 2,20 euro, su base annua, calcolato su un totale annuale di una bolletta – ci riferiamo a quella di una famiglia media – pari a 500 euro più Iva.

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