Como, zona a traffico limitato
In centro storico 4mila mezzi al giorno

I transiti nelle due direzioni sono in media 7.800. Via Rodari il varco più usato: da solo fa mille ingressi. E ci sono 9mila pass: il 46% sono di persone disabili

Auto, furgoni, furgoncini, moto, autobus: sono quasi 4mila ogni giorno i veicoli che entrano nella zona a traffico limitato. Il dato, per la verità quello complessivo su entrate e uscite, pari in media a 7.800 al giorno, è contenuto nel Piano del traffico redatto dalla società Sisplan per conto del Comune di Como.

I numeri sulle rilevazioni

Gli accessi giornalieri sono stati rilevati tra il primo e il tre ottobre del 2019 e, come si legge anche nell’analisi, «i varchi maggiormente utilizzati con oltre mille passaggi medi/giorno, sono quello di via Rodari in ingresso, quello di via Dell’Annunciata in uscita e quello di via Cairoli in uscita. All’elevato numero di transiti in ingresso in via Rodari e in uscita in via Cairoli contribuisce il transito di buona parte delle linee del trasporto pubblico su gomma». Ma oltre ai poco meno di 8mila ingressi, compresi quelli irregolari che vengono poi sanzionati, va anche considerata la mole, tutt’altro che ridotta, dei permessi di accesso alla zona a traffico limitato. Complessivamente il numero di permessi è pari a 9.031, di cui 4.920 (54,3%) per i residenti all’interno della città murata o per esigenze legate al commercio/servizi e 4.129 (pari al 45,7%) per i disabili.

Analizzando i dati sui permessi relativi ai residenti emerge che la maggior parte di loro, pari a 2067, hanno il posto auto all’interno della città murata mentre 1206 sono quelli che hanno il diritto di passare e scaricare materiale, ma non hanno alcun parcheggio né di proprietà né in affitto. Le attività legate al commercio hanno a disposizione 806 pass di accesso a cui se ne aggiungono 687 per la categoria dei servizi.

Sul fronte dei controlli e degli accessi abusivi gli ultimi dati significativi sono quelli pre Covid, visto che la ztl è stata disattivata fino all’inizio di maggio. Nei primi due mesi del 2020 ogni giorno sono state comminate in media più di cento multe al giorno. Dal primo gennaio al 29 febbraio sono infatti state quasi settemila le contravvenzioni elevate e vale la pena segnalare che si è registrato un calo paria circa al 30%. Complessivamente in tutto il 2019 erano state 77mila le multe, da 81 euro ciascuna, recapitate ai comaschi ma anche a tanti stranieri.

Niente controlli in uscita

Le verifiche valgono però solo in entrata. Il meccanismo di controllo dell’effettivo tempo di permanenza all’interno della città murata funziona infatti soltanto per i mezzi commerciali che hanno delle apposite finestre da rispettare per la consegna delle merci e per il disbrigo delle attività. Il motivo? Porta nella capitale.

La mancata attivazione del sistema di misurazione dei tempi di sosta è infatti da ricercarsi a Roma e a problemi legati alla privacy che, nonostante le richieste reiterate diverse volte da Palazzo Cernezzi, non è mai stata risolta. Dal ministero era infatti arrivato un no all’utilizzo di dati riguardanti gli orari di ingresso e uscita dei residenti e, di conseguenza, non è possibile sanzionare elettronicamente chi abusa dei 45 minuti di sosta consentiti dal permesso.

Il sistema di controllo era stato poi messo in funzione almeno per la verifica puntuale degli accessi, ma la verifica dei tempi di permanenza è lasciata al disco orario e al vigile in carne e ossa.

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