Como: «Non era sul bus   dell’aggressione» Il giudice concede i domiciliari
L’aggressione era avvenuta a bordo di un bus di linea (Foto by archivio)

Como: «Non era sul bus

dell’aggressione»
Il giudice concede i domiciliari

Esce di cella il ragazzo condannato perché indossava una maglia gialla. Decine di cartoline e anche un blog in inglese per sostenere la sua innocenza

Dopo 56 giorni di cella anche Yusupha Ceesay, uno dei due giovane gambiani che si sono sempre detti estranei all’aggressione agli autisti del bus in piazza Vittoria, esce di carcere. Il ragazzo - difeso dall’avvocato Simonetta Luzzi - ieri ha ottenuto gli arresti domiciliari. Lo stesso giudice che lo ha condannato, Nicoletta Cremona, ha infatti accolto l’istanza del legale concordando sull’attenuazione delle esigenze cautelari vista la possibilità di ricorrere ai domiciliari.

La decisione segue, di una settimana circa, il provvedimento con cui il tribunale del riesame aveva accolto il ricorso dell’avvocato di Salifa Camara, l’altro gambiano che fin dal primo giorno ha detto - come Yusupha - che su quel bus, il 5 giugno scorso, lui non c’era.

Restano in carcere, invece, i due cittadini nigeriani arrestati dalla polizia poco distante il luogo dell’aggressione e pure loro condannati in Tribunale per le botte ai due autisti Asf, picchiati da un gruppetto di ragazzi stranieri - 4 o 5 secondo alcune testimonianze, almeno una decina secondo le due vittime - dopo che avevano chiesto loro di pagare il biglietto oppure di scendere dall’autobus.

di Yusupha Ceesay si sono mobilitate decine di comaschi che hanno compilato delle “cartoline” gialle (lo stesso colore della maglietta costata al ragazzo accusa e condanna) di solidarietà ed è stato anche creato un blog in inglese “justice for Yusupha” che ricostruisce la vicenda processuale. A realizzarlo una cittadina inglese residente a Como: Amanda Cooney. Nella pagina di apertura si vede la foto di Yusupha e la scritta (in inglese): tutti sono uguali agli occhi della legge, più o meno.

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