Comparse nel cinepanettone  Edoardo e Teo, i finti poliziotti
In uniforme: Matteo Nenci, a sinistra, ed Edoardo Mandelli

Comparse nel cinepanettone

Edoardo e Teo, i finti poliziotti

l Matteo Nenci e Edoardo Mandelli hanno girato una scena nel film di Boldi e De Sica

Como

C’è chi prova per una vita e chi fa centro al primo colpo. Che sia fortuna dei principianti o talento naturale, è un dato di fatto che i comaschi Matteo Nenci, agente di commercio, e il dj Edoardo Mandelli, da qualche giorno possano vantare una collaborazione con Massimo Boldi e Christian De Sica su un set cinematografico, sia pure da “semplici” comparse.

Inizia tutto qualche giorno fa con un casting in Piazza Martinelli. Ore di coda e sudore, convenevoli con l’ampia gamma umana di partecipanti alla selezione, tempo di lasciare dati anagrafici e farsi scattare qualche foto e l’esperienza pare essere giunta al naturale capolinea. «Nessuna speranza e nessuna ambizione», scherza Mandelli.

Poi arriva una telefonata «che sembra quasi uno scherzo». «Fra le ottocento persone che si erano presentate, l’agenzia aveva scelto me e il mio amico», racconta Nenci.

Convocazione in zona San Siro, ritiro dei telefoni ed è subito catapulta diretta nel magico mondo dello show business.

«Abbiamo cenato insieme alle altre comparse e nel tavolo accanto al nostro c’erano anche Boldi e De Sica, che per noi sono mostri sacri», racconta Mandelli.

«Prima di entrare in azione abbiamo assistito alla ripresa di una scena, è stato illuminante - continua Nenci - da un’ora e mezza di riprese a diverse angolazioni hanno distillato cinque minuti di girato, poi è arrivato il nostro momento».

Nessuno dei due vantava esperienze pregresse nel campo, se si esclude la partecipazione di Edoardo a una puntata de La Ruota della Fortuna: «Gli altri ragazzi erano increduli quando raccontavamo di non aver alcun tipo di curriculum e di non avere avuto contatti precedenti con nessuna agenzia», ricorda.

La task che devono ricoprire è semplice: rivestire i panni di due poliziotti in borghese per una retata a un gruppo di prostitute transessuali.

«Guidavo una volante, per venti volte consecutive ho dovuto accelerare su un rettilineo e fare una sgommata di cinquanta metri con precisione millimetrica - spiega Nenci -. Poi, fermata la macchina io e le altre comparse dovevamo scendere e caricare le donnine su un furgone».

E alla fine, gli applausi: «La nostra era l’unica scena in cui erano presenti solo comparse, la produzione ha apprezzato la nostra professionalità».

Ora, nell’attesa che il film esca nelle sale, non rimane che godersi questo scampolo di fama prima di poter valutare che effetto farà ritrovarsi proiettati su un grande schermo: «A fine riprese un gruppo di ragazzini che gironzolava nei dintorni hanno addirittura voluto scattare una foto di gruppo con noi - concludono ridendo -, è da giorni che camminiamo una spanna sollevati da terra, ormai ci sentiamo autentici vip».

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