Compiti delle vacanze alternativi  Cellulare spento, giochi e passeggiate
Como liceo scientifico Paolo Giovio (Foto by Andrea Butti)

Compiti delle vacanze alternativi

Cellulare spento, giochi e passeggiate

L’idea di una “prof” di Lettere: 24 consigli che vanno da «sorridete» a «fate un puzzle». «L’insegnamento passa dal costruire una relazione. Ma ho assegnato anche versioni di latino...»

«Non ho fatto niente di speciale. Gli studenti non erano stupiti, mi conoscono...». Valentina Romano, docente di Italiano e Latino al liceo Giovio, ha assegnato ai ragazzi di terza dei compiti per le vacanze decisamente particolari: un elenco in trenta punti, sotto il titolo “Istruzioni per l’uso”. Ma non si tratta di un susseguirsi di esercizi o testi da tradurre, sono piuttosto consigli e raccomandazioni per godersi nel migliore dei modi il periodo di riposo.

L’iniziativa ha riscosso grande successo anche sui social network, il documento è stato rilanciato e commentato positivamente da un gran numero di comaschi.

«La gente che ha letto quel foglio - dice la prof - è rimasta colpita, evidentemente perché ha un’idea un po’ vecchia della scuola e dei compiti delle vacanze. Fermo restando che io ho assegnato anche le tradizionali versioni di latino da tradurre e ho indicato alcuni libri da leggere».

Le istruzioni consegnate in classe ai “discipuli” (così li chiama, in latino) riportano al punto 1 «buttate via il cellulare», poi «andate in bicicletta», «fatevi delle belle passeggiate», «giocate a carte senza imbrogliare», «fate un puzzle da almeno mille pezzi».

Non manca l’ironia, si legge per esempio «tuffatevi dagli scogli ma non sugli scogli», «difendete il congiuntivo in via di estinzione», «non rimbambitevi davanti alla playstation», «cercate di dire e fare cose intelligenti». Tra il serio e il faceto, la docente dice ai ragazzi «non fatevi le canne perché siete già abbastanza rimbambiti» e «non ubriacatevi perché siete già abbastanza simpatici». Poi altri inviti: «Praticate gentilezza a casaccio», «godetevi le persone care e abbracciatele quando non se lo aspettano», «guardatevi attorno con curiosità» e «chiedete ai vostri nonni di raccontarvi di quando erano giovani».

Ancora: «Sorridete il più possibile e a più gente possibile», «ammirate un bel tramonto e statevene un po’ anche per conto vostro a pensare a chi siete e cosa ci state a fare qua, poteste scoprire cose interessanti...».

Un condensato di suggerimenti non banale, un modo simpatico di rivolgersi agli alunni nella speranza di farsi ascoltare (almeno un po’): «Per me l’insegnamento passa dalla costruzione della relazione - dice Romano - E la relazione si costruisce anche scrivendo ai propri alunni di non ubriacarsi e non farsi le canne». Non risultano iniziative analoghe di altri professori al liceo di via Paoli, anche se non è raro, ormai, cercare modalità didattiche curiose e più accattivanti della classica lezione frontale in aula. «Ho suggerito anche 6 libri, alcuni film e che nessuno pensi di non tradurre le versioni di latino che ho assegnato - scherza la professoressa - Devono farle, altrimenti tornano a settembre e non si ricordano niente». Studente avvisato...


© RIPRODUZIONE RISERVATA