Comune, l’ultimo scandalo dei cimiteri  Anche se paghi non puoi seppellire l’urna
Nel 2015 erano state stimate in circa 700 le concessioni scadute da anni e mai rinnovate dal Comune

Comune, l’ultimo scandalo dei cimiteri

Anche se paghi non puoi seppellire l’urna

La denuncia: «Non sanno dirci il costo della concessione e neppure dei tempi» L’assessore: «Pronto a incontrarli, è un caso particolare»

Non possono nemmeno piangere o portare un fiore sulla tomba poiché l’urna con le ceneri della zia scomparsa da poco è ancora bloccata nella camera mortuaria del cimitero Monumentale, dove nessuno può accedere.

La storia, paradossale, è quella che vede protagonista un comasco che racconta l’incredibile vicenda burocratica in cui si trova intrappolato. «Abbiamo deciso di tumulare le ceneri nella cappella di famiglia - spiega al Monumentale, costruita nel 1930. Nelle carte originali si parla espressamente di “concessione perpetua”, ma quando siamo andati in Comune per le pratiche della sepoltura abbiamo scoperto, con grande sorpresa, che la nuova durata delle concessioni è pari a 50 anni e che, la nostra, deve quindi essere considerata scaduta dal 1980. Quasi da 40 anni, durante i quali abbiamo seppellito nella cappella tre nostri cari senza che il Comune sollevasse alcuna obiezione. Ci dicono che il costo della concessione nuova è di 40mila euro, che scadrà però nel 2030». Una cifra ingente che però non scoraggia. «Per noi la cappella di famiglia è sacra e abbiamo deciso di rinnovarla. Mia mamma e mio zio tornano in Comune per avviare le procedure, ma qui una nuova sorpresa. L’impiegata afferma che la cifra di 40mila euro riguarda solo i cimiteri periferici e che il Comune non ha ancora stabilito la cifra per i rinnovi al Monumentale». Cosa fare, allora? «Dobbiamo fare domanda e aspettare che il Comune decida qualcosa. Quando? Non si sa. Costi? Nemmeno. Intanto l’urna con le ceneri della zia si trova nella camera mortuaria del cimitero a cui nessuno può accedere, Adesso, visto che l’attesa si preannuncia piuttosto lunga, abbiamo avviato la pratica per conservare temporaneamente l’urna a casa di una cugina».

Dal canto suo l’assessore ai Cimiteri Francesco Pettignano dice: «Io e la dirigente siamo a disposizione per incontrare la famiglia - chiarisce - per valutare la questione. Credo però che si tratti di un caso particolare poiché in effetti ci sono alcune edicole del Monumentale per le quali non sono state ancora definite le tariffe. Finora abbiamo regolarizzato diverse posizioni con concessioni scadute da anni, messo avvisi per quelle decennali direttamente al cimitero e ho chiesto personalmente di verificare tutte le situazioni in modo da arrivare a risolvere problemi che si trascinano da anni». Tempi? Non ne indica nemmeno l’assessore. Tra l’altro le norme si rifanno al regolamento di polizia mortuaria ancora vigente, che risale al 1894. A 125 anni fa, è bene sottolinearlo. E da allora nessuna modifica, nulla. Come se il tempo non fosse passato.


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