Coronavirus, a Como   1,5 miliardi in fumo  per il mese di lockdown
Il tessile è uno dei settori più penalizzati dal lockdown

Coronavirus, a Como

1,5 miliardi in fumo

per il mese di lockdown

Nella fase uno dal 22 marzo al 27 aprile è stato bloccato il 69% dell’industria e il 46% dei servizi. I danni più pesanti nel capoluogo: conto di 180 milioni

Un miliardo e mezzo di euro in meno di fatturato. È il conto salato che il lockdown presenterà all’economia comasca: un ammanco, infatti, maturato dal 22 marzo al 27 aprile, nella “fase uno” dell’epidemia. A calcolare la stima è uno studio presentato su “Covidanalyis.it”, portale che analizza gli impatti del coronavirus sulla nostra società, creato dalle aziende Digital garage, O&ds e Apfelstruldel. Si tratta di un approfondimento pubblicato dal team composto di Giuseppe Cicconi, Roberto Lombardelli, Davide Pirelli, Andrea Paroni e Claudio Russo.

La città in sofferenza

Andando nello specifico sul territorio comasco, durante quei 37 giorni hanno chiuso il sessantanove per cento delle industrie e il 46 per cento dei servizi. Secondo i dati elaborati dal gruppo di lavoro, il blocco delle attività ha portato a un ammanco del fatturato stimato pari a 814.778.233 euro per le industrie e di 685.192.072 euro per i servizi.

Chi ha subito di più il colpo in termini assoluti è la zona del capoluogo: 64 per cento delle industrie e 45 dei servizi fermati, con una perdita di fatturato stimata vicina a 180 milioni di euro, di cui più di 140 dovuta al blocco dei servizi.

Segue il territorio Canturino, dove il 76 per cento delle industrie e il 44 dei servizi si è arrestato, per una perdita di fatturato stimata superiore a 110 milioni di euro. Colpiti anche Mariano Comense e dintorni, zona con la percentuale più alta d’industrie stoppate (78) e servizi (49): l’ammanco previsto è vicino ai sessanta milioni. Nell’erbese, invece il segno meno arriverebbe a 66 milioni, con un blocco del 64 per cento delle industrie e del 46 per cento dei servizi. Al quinto posto come zona colpita c’è l’Olgiatese, con una perdita di fatturato vicina ai venti milioni.

Lo studio quantifica alcune variabili economiche utili per definire il peso sul settore produttivo di ciascun territorio regionale, provinciale o comunale. «Sul sito – spiega Giuseppe Cicconi – è possibile scoprire il dettaglio di ogni singolo comune italiano: sono presenti i dati riguardanti le industrie e i servizi, impaginati e sviluppati attraverso grafici, quantificando per ogni settore la cifra totale delle attività aperte e di quelle sospese, il numero dei dipendenti, quello degli addetti e, ricalibrando i dati su base giornaliera, il relativo fatturato. In questo modo, è possibile stimare l’ammanco di fatturato di questi 37 giorni di lockdown».

In Lombardia, a pagare il prezzo più alto sarà il settore dei servizi, con un mancato fatturato possibile di quasi venti miliardi euro, mentre l’industria lombarda farà registrare un segno meno pari a quasi 17 miliardi.

Il “sentiment” dei comaschi

Le realtà fondatrici del portale e autrici dello studio si occupano di comunicazione, ricerca e sviluppo di servizi ad alto contenuto tecnologico, avvalendosi di nuove tecnologie come big data e analytics. Totalmente gratuito e senza pubblicità, contiene informazioni sull’avanzata del coronavirus e sul lavoro dei ricercatori. «Circa il Covid-19 – conclude Claudio Russo – Abbiamo introdotto un dettaglio per Comune per quanto riguarda i casi positivi e dei deceduti. Si è implementato anche la rielaborazione attraverso i grafici».

Sul portale è anche presente il “sentiment”, vale a dire cosa pensano i cittadini italiani e comaschi delle misure messe in campo dal governo nazionale e dai governi regionali, analizzato attraverso i post sui social network.


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