Coronavirus, altri undici morti
Tra Como e Varese l’epidemia non frena

I dati delle due province dell’area insubrica in contrasto con il trend regionale, più positivo - Rallentano invece i contagi nei Comuni di Inverigo e Beregazzo

Coronavirus, altri undici morti Tra Como e Varese l’epidemia non frena

Como

Undici morti in più con una crescita di 53 casi positivi rispetto a martedì, che portano il totale dei malati accertati a 3.207 dall’inizio dell’emergenza (dati diffusi il 29 aprile). La tendenza, nel Comasco, è ancora al rialzo, così come lo è in provincia di Varese, dove i tamponi positivi sono 2.619 (+51). A fronte di una media regionale di crescita dell’1,06%, la provincia di Como cresce dell’1.7%, peggior dato dopo quello registrato nel Varesotto.

L’ottimismo dell’assessore

A Como città hanno avuto esito positivo altri 18 tamponi, mentre l’epidemia frena bruscamente a Inverigo e Beregazzo, dopo gli aumenti dei giorni scorsi, in larga misura dovuti agli esiti dei test eseguiti nelle rsa. In generale permane la sensazione che l’epidemia sia più vitale qui che altrove, anche se è difficile strappare una spiegazione, non alla regione, meno che mai dalla sede varesina della Ats Insubria, che governa la nostra sanità.

Di sicuro, quantomeno nei giorni scorsi, l’incremento sui tamponi nelle residenze socio assistenziali un peso sul bilancio complessivo ce lo hanno avuto anche se manca sempre, e ancora, una indicazione sulle tipologie dei soggetti colpiti, che aiuterebbe eventualmente a spiegarci se le contromisure fin qui adottate abbiano senso, o se pure vi siano dei correttivi da apportare. In ogni caso, a livello regionale, il clima sembra migliorare, nei numeri e nelle dichiarazioni. Come quelle del redivivo assessore al Welfare, che dopo qualche giorno di assenza è tornato ieri a commentare i dati: «I numeri legati all’emergenza Covid-19 nella nostra Regione segnano un costante miglioramento da diversi giorni - ha detto Giulio Gallera -: le azioni che abbiamo messo in campo e il senso di responsabilità dei lombardi stanno imbavagliando la diffusione del virus. Su oltre 14mila tamponi effettuati – ha aggiunto - solo 786 (il 5,4%) hanno rivelato un esito positivo. Il numero dei pazienti ricoverati sia nei reparti che in terapia intensiva è in continua diminuzione. Rimane la ferita legata ai decessi, la cui crescita sta però progressivamente rallentando. Le nostre azioni non si fermeranno fino a che il numero dei nostri concittadini malati di Covid-19 che perdono la vita non sarà totalmente azzerato». Gallera ha anche annunciato il potenziamento dell’attività sanitaria domiciliare attraverso l’utilizzo della telemedicina, del telemonitoraggio e di un piano di sorveglianza che serve a tenere sotto controllo la diffusione del virus nella fase 2. «Il miglioramento dei dati, che nei giorni di sta consolidando – ha concluso Gallera - ci permette di guardare con positività al futuro, senza abbassare la guarda, mettendo in campo azioni mirate verso una nuova normalità».

Tutti i numeri regionali

Per tornare ai numeri, il totale dei casi positivi a livello regionale sale a quota 74.348, con un incremento giornaliero di 786 pazienti, contro gli 869 del giorno precedente e i 590 di quello prima ancora. Purtroppo c’è da registrare il decesso di altri 104 pazienti (13.679, un’ecatombe dall’inizio dell’emergenza) mentre, per quanto riguarda gli ospedali, si conferma sia il calo dei ricoverati nei reparti di terapia intensiva (in totale 634, cioè 21 meno del giorno prima) sia quello dei pazienti ricoverati negli altri reparti (160 le dimissioni, per un totale di 7.120 posti letto ancora occupati).

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