Coronavirus, i numeri del Sant’Anna  Sono 280 i dimessi, 745 i ricoveri totali
Dall’inizio dell’emergenza al Sant’Anna si sono purtroppo contati anche 198 decessi

Coronavirus, i numeri del Sant’Anna

Sono 280 i dimessi, 745 i ricoveri totali

Mentre in provincia si contano altri 49 positivi l’ospedale di San Fermo intensifica i suoi sforzi - Sono 285 i pazienti ricoverati, 34 in terapia intensiva

Como

Sono di nuovo in discesa i numeri sulla diffusione del coronavirus in Lombardia, anche se, in assenza di un trend consolidato, la sensazione è ancora quella di sedere sulle montagne russe. Ieri l’aumento del numero delle vittime, a livello regionale, è stato più contenuto: i morti sono 163, il dato più basso da inizio settimana. Ieri erano stati 199.

Si ridimensiona anche la crescita dei nuovi tamponi positivi, cioè di pazienti che - in presenza dei sintomi - siano stati sottoposti ai test (esclusi quindi i pazienti in via di guarigione che abbiano rifatto l’esame): ieri erano 855 in più, contro i 1.246 di sabato (totale 66.236).

Per quanto riguarda la provincia di Como, ieri non è stato possibile aggiornare il report Comune per Comune (i dati pubblicati accanto sono ancora quelli di sabato): a livello provinciale, però, i tamponi che hanno dato esito positivo sono stati 49. Il totale sale a 2.488.

I numeri del Sant’Anna

Per restare a Como, altri dati sono arrivati ieri dall’ospedale Sant’Anna. I numeri quantificano la dimensione dello sforzo: attualmente i ricoverati per Covid-19 sono 285, 34 dei quali in terapia intensiva. Il numero complessivo dei pazienti ricoverati dall’inizio dell’emergenza è salito a quota 745. La cattiva notizia è che, a tutt’oggi, i decessi a San Fermo sono stati 198, nonostante gli sforzi di personale medico e infermieristico. Quella buona è che ne sono stati dimessi 280, tutti guariti (provenienti non solo dalla provincia di Como, così come del resto i pazienti deceduti), mentre altri 43 sono stati trasferiti in strutture diverse per un percorso di completamento delle cure o per un isolamento a guarigione avvenuta.

I numeri per così dire migliori sono ancora quelli che arrivano dalle terapie intensive. A livello regionale i ricoveri sono diminuiti ancora, ieri 22 in meno, un trend che si è mantenuto stabile per tutta la settimana, tanto che l’assessore regionale alla Protezione civile Pietro Foroni ha annunciato che «l’ospedale milanese di Niguarda sta liberando uno dei cinque reparti dedicati finora alle terapie intensive per i pazienti Covid». . Sono cresciuti, invece, i ricoveri “ordinari”, trecento in più, dopo i ridimensionamenti importanti dei due giorni precedenti, quando se n’erano contati addirittura 729 e 585 in meno.

Verso il 4 maggio

Intanto l’emergenza compie due mesi, come ha ricordato ieri il governatore Attilio Fontana: «È arrivata una telefonata dell’assessore Gallera nel cuore della notte per avvisarmi che c’era una persona positiva al Coronavirus». Fontana ha poi parlato di «un’avventura terrificante» ma poi ha aggiunto che «i numeri iniziano a darci ragione, a dimostrare che rispettando le regole si riuscirà ad uscire da questa maledetta pandemia (...) Il 4 maggio si ricomincerà gradualmente, si dovranno ancora subire delle limitazioni, ancora fare delle piccole rinunce» ha aggiunto. «Io sono convinto che le cose andranno bene e - ha concluso - a dire finalmente basta a questa situazione. Per questo penso si debba dire grazie a tutti i lombardi che hanno lottato».


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