Coronavirus, le imprese  Moncler, donazione di 10 milioni  «Sostegno al nuovo ospedale»
L’immagine del Duomo di Milano fa da sfondo alla donazione del Gruppo Moncler

Coronavirus, le imprese

Moncler, donazione di 10 milioni

«Sostegno al nuovo ospedale»

Il Gruppo guidato dal comasco Remo Ruffini sostiene il progetto della Regione: «Milano ha regalato a tutti noi un presente straordinario. Non vogliamo abbandonarla»

Dieci milioni di euro per il nuovo ospedale dedicato alla cura dei malati di Covid-19 alla Fiera di Milano. Il Gruppo Moncler, guidato dal comasco Remo Ruffini, ha messo a disposizione questa somma affinché la Regione Lombardia possa realizzare il nosocomio che prevede la creazione di 500 posti di terapia intensiva, tutti dotati di respiratori, in tempi brevissimi.

«Milano è una città che ha regalato a tutti noi un presente straordinario - sono le parole di Ruffini, affidate ieri a un comunicato - Non possiamo e non vogliamo abbandonarla. È un dovere di tutti restituire alla città ciò che fino ad ora ci ha dato». L’industriale che guida la celebre azienda di abbigliamento, spiega così la donazione: «Ho manifestato all’assessore Giulio Gallera la volontà di supportare questo grande progetto sin dal momento in cui è stato ipotizzato e ora che ci sono ragionevoli certezze sulla fattibilità, siamo pronti a sostenerlo».

A giudizio del responsabile lombardo del Welfare, la struttura«sarà pronta in 10 giorni da quando riusciamo a recuperare i respiratori e il personale». Decisiva, nell’accelerazione dell’opera, è risultata la disponibilità di Guido Bertolaso, già responsabile della Protezione Civile, da alcuni giorni consulente della Regione. Anche Remo Ruffini plaude a questa partecipazione, che fa confluire competenze tecniche e contatti internazionali preziosi per un polo sanitario senza precedenti nella storia del nostro Paese.

«Sono certo che il team della Regione Lombardia - ribadisce il presidente e amministratore delegato del Gruppo Moncler -, supportato anche dall’esperienza di Guido Bertolaso, possa far diventare al più presto questa grande iniziativa realtà». Per il presidente della Regione, Attilio Fontana, non ci sono dubbi ormai sulla fattibilità del progetto, almeno sul piano dei finanziamenti, grazie alla gara di solidarietà con donazioni molteplici, da «5 euro a 10 milioni».

Tra i benefattori del polo sanitario anche Silvio Berlusconi, che ha offerto 10 milioni di euro. Un’analoga somma andrà a costituire un fondo «a sostegno di iniziative terapeutiche in Lombardia contro il coronavirus e per un piano rivolto alle categorie più deboli colpite dagli effetti dell’epidemia», secondo il progetto di Giuseppe Caprotti, figlio del fondatore di Esselunga. A supporto dell’ospedale sono scesi in campo - ha ricordato il presidente Fontana - anche il gruppo assicurativo Allianz e il gruppo medicale Sapio.

Una volta che il nosocomio sarà a regime nell’area della Fiera, si prevedono due padiglioni, rispettivamente di 13 mila metri quadrati e 12 mila metri quadrati. Se in un primo momento si parlava di 400 posti letto, l’assessore Gallera ha aggiornato il numero a 500, durante la sua recente partecipazione ad “Agorà” su Raitre. Il modello è l’ospedale dedicato al Covid-19 costruito ex novo a Wuhan, in Cina, in una manciata di giorni dall’esordio della pandemia.


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