«Corruttori a nostra insaputa»  Ma restituiscono centomila euro
La sede di viale Cavallotti dell’Agenzia delle entrate, travolta dall’inchiesta sulla tangentopoli del fisco che ha già portato a ben 18 arresti e 45 indagati (Foto by foto butti)

«Corruttori a nostra insaputa»

Ma restituiscono centomila euro

Otto commercialisti patteggiano la pena per la tangentopoli del fisco

Fino all’ultimo in tanti hanno insistito: non erano mazzette, bensì consulenze. E ammesso: sarà stata anche corruzione, ma non lo sapevamo.

Corruttori a loro insaputa. Eppure, alla fine, quasi tutti hanno deciso non solo di patteggiare una condanna, ma anche di restituire la cifra della mazzetta più un 10%. Sono ben undici gli indagati (per lo più commercialisti) che hanno formalizzato istanza di patteggiamento. Cinque di loro hanno già raggiunto l’accordo con la Procura e il prossimo luglio andranno davanti a un giudice. Complessivamente la Procura ha già ottenuto il pagamento di 110mila euro, cioè l’entità delle tangenti contestate. Ma l’ultima tranche di patteggiamenti ha portato alla luce anche una serie impressionante di nuovi episodi contestati dalla Procura, dopo gli interrogatori degli indagati, soprattutto quello di Roberto Colombo, funzionario dell’Agenzia delle entrate arrestato nell’ultimo blitz del mese scorso.

Le nuove contestazioni

Nella casa di Casnate dell’uomo del fisco i finanzieri del nucleo di polizia economico e finanziaria di Como hanno trovato centinaia di pratiche di successione che Colombo svolgeva, dietro pagamento (ovviamente in nero) di una provvigione (leggi tangente) per conto di moltissimi commercialisti comaschi. Tra questi, cinque degli indagati che hanno formalizzato patteggiamento: Alessandro Colombo, che oltre alle due accuse di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio per alcune pratiche aggiustate dall’ex dirigente del fisco Stefano La Verde, ha aggiunto sei contestazioni per corruzione per atti d’ufficio (ovvero le pratiche di successione affidate a Roberto Colombo); lo stesso vale per Raffaele La Gamba e Gabriella Terenghi (due casi in più a testa), per Franco Luraschi (dieci pratiche di successione pagate a Colombo) e Massimo Mariangeloni (anche lui una decina di casi in più).

La questione “pratiche di successione” gestite dal funzionario dell’Agenzia delle entrate in nome e per conto di diversi professionisti comaschi, apre di fatto un nuovo inedito capitolo nella tangentopoli del fisco, che ad oggi ha portato a ben 18 arresti e 45 indagati.

Com’è noto i contenuti del verbale di interrogatorio reso, nell’ufficio del pubblico ministero Pasquale Addesso - titolare del fascicolo - da Colombo (assistito dall’avvocato Davide Giudici) sono stati secretati. Una decisione che è sinonimo del fatto che all’interno di quei verbali si celano nomi e fatti inediti.

L’indagine prosegue

E dopotutto, stando anche alla mole di pratiche trovate a casa dello stesso Colombo, le fiamme gialle stimano che l’uomo del fisco abbia arrotondato le proprie entrate garantendo una media di un centinaio di fascicolo all’anno per cifre variabili tra i 300 e i mille euro l’uno.

Insomma, fioccano i patteggiamenti. Ma l’inchiesta è tutt’altro che chiusa.


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