Dai parcheggi alle tasse per i tavolini  Palazzo Cernezzi ha perso 2,5 milioni
I parcheggi completamente vuoti durante il lockdown di marzo

Dai parcheggi alle tasse per i tavolini

Palazzo Cernezzi ha perso 2,5 milioni

Csu ha versato 1, 6 milioni in meno per i mancati incassi dalle aree di sosta

E gli spazi gratis a locali e mercato pesa per 900mila euro

Non solo la tassa di soggiorno, ma anche i mancati introiti dei parcheggi e le agevolazioni concesse ai locali e agli ambulanti con la cancellazione della tassa di occupazione del suolo pubblico.

A Palazzo Cernezzi, così come in tutte le amministrazioni, stanno facendo i conti sul peso economico del Covid sulle casse comunali.

Partendo dai parcheggi è stata accertata l’entrata di un milione 630mila euro a fronte del corrispettivo previsto di 3 milioni con un calo, quindi, che sfiora il 40%.

Strisce blu vuote

Del resto per due mesi, dal 13 marzo a metà maggio, il sindaco aveva disposto la gratuità su tutti gli stalli blu e, in ogni caso, di auto ce n’erano in circolazione ben poche visto il lockdown rigidissimo. Si tratta del corrispettivo girato dalla Como Servizi Urbani, che ha in carico tutte le aree di sosta cittadine. Per quanto riguarda la gestione degli impianti sportivi (comprese le piscine di Casate e di via Sinigaglia), sempre in capo a Csu, la flessione si attesta attorno al 35%.

Conti in rosso anche per quanto riguarda le entrate dalla tassa di occupazione di suolo pubblico. L’amministrazione comunale, da quando è scattato il lockdown ha congelato le tasse e, per quanto riguarda i tavolini dei locali, ha consentito fino a fine mese (ma da parecchio ormai bar e ristoranti sono chiusi, tranne qualche giorno eccezionale di zona gialla) di occupare più spazio esterno senza oneri. Di fatto, però, per il mancato introito riferito a tavolini e dehor ammonta complessivamente a 550mila euro nell’arco del 2020 a cui si aggiungono i 350mila di mancati incassi della Cosap del mercato mercerie.

In più il Comune era intervenuto anche con il sostegno alle attività in crisi attraverso agevolazioni sul pagamento della Tari oltre all’esenzione per chi aveva un reddito Isee sotto i 5mila euro (500 famiglie) per una spesa, a carico dell’ente di via Vittorio Emanuele, pari a 1,7 milioni di euro.

Numeri da capogiro che arriveranno, conteggiando tutte le voci, compresa la drastica riduzione delle multe (a luglio si parlava di meno 500mial euro) e le spese extra (dai disinfettanti alle mascherine agli adeguamenti negli edifici scolastici per rispettare i protocolli) a superare i sette milioni.

Allarme per il sociale

Di contro crescerà ancora la spesa per il sociale. È notizia di 48 ore fa che mille famiglie hanno presentato domanda per ottenere i buoni spesa in quanto hanno visto una riduzione sensibile delle entrate a causa dell’emergenza sanitaria e non avevano soldi da parte a cui attingere. Il tutto in una situazione in cui è ancora attivo il blocco dei licenziamenti e il ricorso alla cassa integrazione, ma non si sa quanto a lungo questo possa durare e, soprattutto, gli effetti che poi ci saranno sul tessuto lavorativo. A Palazzo Cernezzi non hanno nascosto «grande preoccupazione» anche nelle ultime ore per i numeri che potranno trovarsi ad affrontare in un futuro non troppo lontano.


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