Dai parcheggi sei milioni l’anno  Val Mulini flop, non copre i costi
Dai parcometri arrivano 4,6 milioni

Dai parcheggi sei milioni l’anno

Val Mulini flop, non copre i costi

Il bilancio di Csu segna un aumento del 5,3% dei ricavi dalla sosta - L’autosilo migliora con una crescia del 10%. Da viale Varese 600mila euro

La sosta in città, intesa come parcheggi blu e autosili comunali, vale oro. Qualcosa come 6 milioni di euro, in crescita del 5,3%. Il dato è contenuto nel bilancio di Csu relativo al 2017 che, tra i motivi della crescita, inserisce «l’andamento climatico particolarmente favorevole durante il periodo invernale» e l’installazione dei nuovi parcometri abilitati a ricevere i pagamenti anche con carte di credito.

I soli parcometri valgono da soli 4,6 milioni di euro (con un aumento del 5,5% rispetto all’anno precedente). Per fare un esempio, anche se nella relazione non sono indicati i dettagli per zona, viale Varese incassa più di 600mila euro l’anno.

Lo storico autosilo di via Auguadri incassa 1,2 milioni. «Si segnala - si legge nella relazione al bilancio - che gli introiti per l’utenza oraria sono passati da 920 a 985mila con un incremento del 7% mentre si registra una diminuzione degli incassi degli abbonati».

Nonostante i miglioramenti nei numeri restano i problemi per l’autosilo Val Mulini che continua a segnare incassi bassissimi. L’anno scorso ha incassato poco più di 94mila euro (rispetto agli 86mila del 2016), ma i guai restano. Il documento parla di «significativo incremento percentuale rispetto agli esercizi passati» ma dice testualmente che, come in precedenza, «il fatturato del 2017 non sarà sufficiente a coprire i costi di gestione». E il divario aumenterà ulteriormente visto che i vertici di Csu avevano già annunciato la necessità di effettuare una serie di lavori sulla struttura. Nel dettaglio avevano stimato investimenti per oltre 600mila euro. Per le manutenzioni erano stati calcolati 200mila euro tra quest’anno e il 2020 per la sostituzione del sistema di controllo degli accessi (definito «obsoleto» e con «difficoltà nel reperimento dei ricambi»), altri 120mila nel 2020 per la sostituzione dell’impianto di illuminazione. Da valutare un ulteriore intervento da 300mila euro che consiste nel «rifacimento della pavimentazione del sesto piano».

Dai numeri di gestione di Csu emerge anche la fotografia degli impianti sportivi. In calo lo stadio del ghiaccio (è sceso a 175mila euro). La piscina di Casate è invece passata da 281mila a 320mila euro (da registrare il 21% in più di ingressi da parte del pubblico) mentre la Sinigaglia registra un fatturato di 219mila euro con una crescita di 2,92% (il pubblico, però, è diminuito del 9,5%). Complessivamente dai centri sportivi Como Servizi Urbani ha ricavato 1,8 milioni di euro tra cui, come si legge nella relazione, «50mila euro come risarcimento per danni subito dalla piscina Sinigaglia». Il Comune ha erogato un milione come integrazione di finanziamento.

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