Duomo, i settecento anni dell’altare  «È un giorno speciale per la città»

Duomo, i settecento anni dell’altare

«È un giorno speciale per la città»

Anniversario della consacrazione dell’altare a Santa Maria Maggiore. Il vescovo: «Un evento che coincide con la presenza della statua della Madonna di Fatima»

Folla di fedeli in occasione del 700° anniversario dell’intitolazione dell’altare della Cattedrale di Como a Santa Maria Maggiore. Avvenimento non a caso ricordato ieri mattina dal vescovo di Como, monsignor Oscar Cantoni, quando ha salutato la partenza della scultura della Madonna di Fatima alla volta del Duomo di Milano.

«Oggi è un giorno speciale per il sovrapporsi, o meglio l’intrecciarsi, di eventi che ci riguardano e ci coinvolgono dentro una storia che da particolare raggiunge quella universale - ha detto monsignor Cantoni - Non è un caso se l’anniversario di consacrazione dell’altare della nostra cattedrale coincide con la presenza della statua della Madonna di Fatima, proprio oggi, centenario della prima apparizione di Maria ai tre pastorelli, Francesco, Giacinta e Lucia, di cui i primi due saranno dichiarati Santi proprio questa mattina da Papa Francesco, pellegrino a Fatima.

La storia della nostra Chiesa ricorda con gioia il giorno felice della consacrazione dell’altare, ossia il momento in cui ha avuto inizio la possibilità di riconoscere in questo luogo la presenza viva ed efficace di Cristo, sacerdote e vittima, di cui l’altare è segno vivo e a tutto il popolo di Dio, di secolo in secolo, è stata offerta l’occasione di diventare veri adoratori, adorando il Padre in spirito e verità».

A conclusione della sua omelia monsignor Cantoni ha detto: «Con il cuore stesso di Maria allora diventiamo intercessori per l’umanità che soffre, per quanti sono avvolti dall’oscurità, dal buio più fitto, per quanti sono in difficoltà fisiche, materiali e spirituali, perchè abbiano la forza di perseverare, anche quando tutto, a prima vista, appare privo di senso. Preghiamo per quanti nel mondo sono perseguitati e oppressi perché cristiani, perché i governanti si sentano responsabili della sorte dei popoli e perché il mondo si costruisca sulla fraternità e su gesti concreti di pace. Come ci ha invitato Papa Francesco, affidiamoci a Maria, come i pastorelli di Fatima». La settimana mariana è poi culminata ieri sera alle 18.30 in Duomo, con la celebrazione dei 700 anni dell’altare, presieduta da monsignor Dante Lafranconi, vescovo emerito di Cremona, originario di Mandello del Lario: a ricordo anche del venticinquesimo della sua ordinazione sacerdotale.

Anche il vescovo Cantoni ha partecipato alla liturgia e ha ringraziato della sua presenza Lafranconi, ricordando come il servizio episcopale sia gravoso e spesso impegnativo: «Rivolgiamo una preghiera perché la tua vita risplenda per la virtù della tua testimonianza».

Nell’omelia, lo stesso Lafranconi ha rammentato la data della sua ordinazione vescovile, avvenuta il 25 gennaio 1992 ponendo l’accento sul valore della bellezza e della realtà spirituale della Chiesa: «La Chiesa deve essere costruita attraverso pietre vive, non sia turbato quindi l vostro cuore».

Le offerte raccolte durante la funzione sono state donate a Lafranconi, che ha deciso poi di destinarle alla Caritas diocesana. La cerimonia è stata tutta in canto, diretta dal maestro di cappella del duomo, monsignor Saverio Xeres.


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