E il sindaco attacca in tv: «Qui troppi irregolari»

L’intervento Mancato sostegno da parte dello Stato, leggi «poco serie»e tanti clandestini in città:le accuse di Rapinese su La7

Ieri il sindaco Alessandro Rapinese è tornato ancora una volta sul tema sicurezza a Como. Lo ha fatto nel corso di un intervento su La7 al programma “L’aria che tira” dove, esortato a chiarire la propria posizione sull’argomento, dopo le tanto criticate affermazioni sui clandestini da portare in Barbagia, si è espresso così: «Il legislatore dovrebbe essere più serio: permette l’accesso tramite i barconi, i clandestini arrivano a Lampedusa e due giorni dopo sono qui da me, a Como».

Il sindaco ha rivendicato la sua autonomia da qualsiasi schieramento partitico: «Non faccio parte di nessun partito, li ho eliminati tutti mandandoli all’opposizione», chiarendo poi in modo piuttosto duro le proprie posizioni rispetto all’immigrazione irregolare in città: «Solo nel 2022 - ha detto - sono arrivati a Como 165 minori non accompagnati: sono 165 minori che pesano sul mio bilancio. Poi l’80% dei richiedenti asilo è costituito da persone che non hanno nessun diritto di chiederlo» ha continuato Rapinese, lamentando che il sostegno economico che il Comune riceve dallo Stato è per lui insufficiente a fronteggiare la situazione.

«Sono costretto a togliere servizi ai cittadini, agli anziani, ai disabili e tutto questo perché lo Stato non sa cosa fare. Il legislatore nazionale ha tutti gli strumenti tecnologici e le risorse per interrompere questo flusso migratorio in tempo zero», ha affermato infatti puntando il dito contro lo Stato italiano.

L’intervento di Rapinese dal minuto 1.18.16

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