Elezioni a Como, la sorpresa:  «Vogliamo il Lucini bis»
Mario Lucini al seggio in occasione del ballottaggio del 2012: vinse sfiorando il 75%

Elezioni a Como, la sorpresa:
«Vogliamo il Lucini bis»

Il Pd avvia le consultazioni con il mondo economico sul profilo del prossimo candidato sindaco. Molti chiedono di puntare sull’attuale primo cittadino

Ipotesi clamorosa nel centrosinistra, in vista delle elezioni comunali della prossima primavera: puntare ancora su Mario Lucini come candidato sindaco. Certo, l’attuale primo cittadino ha già detto di non essere disponibile a un bis - l’ha fatto con un comunicato, il 9 giugno scorso - ma una parte del Pd e il gruppo Como Civica vogliono almeno provare a fargli cambiare idea. Un’idea che ha iniziato a farsi strada nelle ultime settimane e si è rafforzata dopo un primo giro di consultazioni, informali, con il mondo economico comasco e alcune associazioni di categoria. Da più parti infatti - cosa che ha sorpreso gli stessi “uditori” - alla richiesta di fare il nome di un possibile candidato per il centrosinistra è arrivata una risposta di questo tenore: «Dovete convincere Lucini».

Imprenditori, esponenti del mondo sindacale e anche i vertici di alcune associazioni si sono detti esplicitamente favorevoli a un Lucini bis, anche se nessuno per il momento ha deciso di sbilanciarsi con una dichiarazione pubblica. Il pressing nei confronti dell’attuale sindaco, comunque, è iniziato. E anche se c’è la sensazione che si tratti di un’impresa quasi impossibile (Lucini ha già detto no, come ricordato, e poi una parte del Pd l’ha scaricato da tempo), i “luciniani” non lasceranno nulla di intentato. Riconoscono al geologo di aver profuso il massimo sforzo nel guidare la macchina amministrativa in anni difficili e considerano positivo il lavoro svolto almeno in alcuni campi, pur non dimenticando il fallimento sul capitolo paratie.

E forse ha pesato anche il sondaggio reso noto poche settimane fa: Lucini si è piazzato al 14esimo posto nella classifica sul gradimento dei sindaci alla guida di un capoluogo, con il 59.6% di consensi (addirittura in crescita di un punto rispetto al 2015). Dicono molto, rilette oggi, le parole pronunciate in quel caso da uno dei pezzi grossi del Pd comasco come Luca Gaffuri: «Se un amministratore è serio, al di là delle difficoltà, viene percepito come tale. I comaschi hanno la maturità e il buonsenso per capire la complessità dei problemi che può incontrare un sindaco». Lo stesso Gaffuri, quando Lucini annunciò il no alla ricandidatura, commentò così: «Ho sempre auspicato una continuità, ritenevo fosse la cosa migliore e non ho cambiato idea».

E l’assessore Lorenzo Spallino, alfiere del gruppo più fedele a Lucini (Como Civica), di fronte al verdetto del sondaggio sopra citato aveva scritto: «Non avevo dubbi. Come non ne ho sul fatto che Lucini avrebbe rivinto senza grossi problemi».

Adesso, proprio mentre a sinistra fioccano ipotesi e autocandidature di ogni tipo, il nome dell’attuale sindaco torna in primo piano. Qualcosa in più di una suggestione.

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