Emergenza Coronavirus
Lunghe code fuori dai supermercati
«Non ha senso, resteranno aperti»

Basta la voce di una chiusura anticipata degli ipermercati per scatenare la corsa ai rifornimenti anche in città. Il sito che segnala quanto c’è da aspettare

Emergenza Coronavirus Lunghe code fuori dai supermercati «Non ha senso, resteranno aperti»
Como: code fuori dai supermercati

Lunghe code fuori dai supermercati, ieri è scattata l’ennesima ingiustificata corsa a riempire i carrelli. Code lunghissime fuori dall’Esselunga di via Paoli e da quella di via Ambrosoli, ma anche al Carrefour di via Recchi e in altri punti vendita.

La politica regionale e nazionale si è interrogata sulle possibili nuove strette per evitare che la gente esca di casa. Al varo anche una possibile riduzione delle aperture degli alimentari. Un’ipotesi ben presto smentita nel corso del pomeriggio da Palazzo Chigi: «I supermercati, gli ipermercati e i negozi di generi alimentari resteranno aperti durante il fine settimana».

Nonostante ciò visti anche gli ingressi contingentati nei negozi, l’attesa in diversi supermarket è arrivata anche alla mezz’ora. Ogni volta che scattano decreti e divieti per contrastare il Coronavirus ormai l’assalto ai supermercati è diventata una consuetudine, locale, nazionale e internazionale. Dalle corsie e dagli scaffali la merce sparisce in tutta fretta, la gente accorre per fare enormi scorte. La riduzione degli orari degli alimentari oppure le serrande abbassate nei festivi trova la contrarietà dei vertici della Regione . «Io li lascerei aperti sempre - ha detto in televisione l’assessore al Welfare Giulio Gallera – anche per evitare le resse e gli assembramenti. Non c’è un’emergenza alimentare, non creiamo il panico nella gente che pensa di non trovare da mangiare. Già ci sono code molto lunghe per rispettare le regole sul distanziamento delle persone. Non ha senso chiudere alle 18». In compenso il governatore Attilio Fontana ha chiesto più controlli per le strade, uno stop all’attività fisica all’aria aperta, la chiusura degli studi professionali, dei cantieri e una ulteriore limitazioni delle attività commerciali ancora aperte. Favorevole ad un più forte giro di vite anche sugli alimentari Luca Zaia, il governatore del Veneto ha disposto la chiusura dei negozi nei festivi, il divieto di allontanarsi da casa per più di duecento metri con il cane, infine come già successo in molte città i parchi e i giardini veneti non si possono più frequentare. In maniera autonoma comunque alcune catene nel nord Italia stanno da sole riducendo l’offerta. Esselunga per esempio in settimana anticipa l’abbassamento delle serrande alle 20 e la domenica alle 15. Sempre in tema di spesa fare acquisti online è ormai quasi impossibile, dall’arrivo del Coronavirus le disponibilità dei corrieri per portare i sacchetti a casa sono quasi ovunque esaurite. Anche per ritirare la spesa in negozio, per esempio all’Iperal di Monte Olimpino, non ci sono fasce orarie libere. Ogni giorno a mezzanotte compare sul sito il giorno successivo selezionabile e in breve tempo i cittadini cliccano esaurendo le possibilità. Per controllare la fila fuori dai supermercati stanno nascendo diverse applicazioni online, per esempio il portale filaindiana.it.
S. Bac.

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