Esami di riparazione, pochi bocciati  Respinto solo uno studenti su dieci
Il Pessina in una foto d’archivio: con la Da Vinci Ripamonti ha organizzato gli esami a luglio (Foto by archivio)

Esami di riparazione, pochi bocciati

Respinto solo uno studenti su dieci

Pubblicati gli esiti dei test di settembre, al Giovio bocciature ferme al 5% dei rimandati - Il preside: «Sistema comunque farraginoso. Pochi soldi, che fatica organizzare i recuperi»

Nove ragazzi su dieci possono tirare un sospiro di sollievo. I tabelloni con gli esiti dei giudizi sospesi sono benevoli con gli studenti di Como. In realtà, non è una novità: dalla loro introduzione, più di dieci anni fa, la percentuale di bocciati è sempre stata bassa. In città, chi deve ripetere l’anno è una minima parte, inferiore al dieci per cento. Per esempio al Giovio, su circa trecento ragazzi alle prese con le prove, solo in quindici si sono dovuti fermare, vale a dire il cinque per cento.

Ma, in generale, il sistema del “giudizio sospeso” funziona? «Siamo alle solite – commenta il preside del Giovio Nicola D’Antonio – all’origine, il vecchio decreto del 2007 volevo superare il sistema precedente, quello dei debiti, che non aveva funzionato. Così, s’introdusse la sospensione del giudizio, pensato in maniera diversa rispetto ai vecchi esami di riparazione. Il sistema è farraginoso e dovrebbe essere rivisto: per esempio, le scuole, ricevendo sempre meno soldi per i recuperi, non riescono spesso a fornire un’offerta adeguata al proprio interno. Però, è bene sottolineare come ai ragazzi serva: in gran parte funziona perché si preparano seriamente e recuperano le insufficienze. Altri, invece, li prendono sottogamba e quindi c’è chi si “salva” magari per il rotto della cuffia e chi no».

Nelle altre scuole, la percentuale si avvicina al dieci per cento. È così al Caio Plinio, per esempio. Stesso discorso per il Setificio: anche qui, i ragazzi che si sono cimentati con gli esami sono poco più di trecento per ognuna delle due scuole, di cui trenta saranno costretti a ripetere l’anno.

Nel complesso, rispetto allo scorso anno, i debiti formativi sono stati inferiori. Se dodici mesi fa il numero era superiore ai tremila, quest’anno invece la cifra viene avvicinata, ma non superata. È bene ricordare come un ragazzo possa aver preso insufficienze in più materie, trovandosi quindi ad affrontare più esami. Inutile dire come la materia più ostica, in tutti gli istituti, sia matematica. Segue, però, in buona compagnia fisica e inglese. La scuola in cui si sono registrati più debiti, più di 700, è il Setificio. Segue la Magistri con 647.

A Como, c’è chi organizza le prove a luglio, subito dopo i corsi di recupero. Si tratta del Pessina e della Da Vinci - Ripamonti. Anche questa volta, i risultati sono per certi versi migliori: alla scuola di via Belvedere, per esempio, sono davvero residuali i bocciati: su poco più di ottanta ragazzi, solo due non hanno passato l’anno. Una percentuale vicina allo zero. In questo modo, spiegano dalle due superiori, gli studenti riescono a sapere, per tempo, in che classe si troveranno. Per esempio: se una persona viene bocciata in prima, ha il tempo di riflettere da solo e con la famiglia se continuare o scegliere un’altra scuola. È bene sottolineare come, sia si scelga luglio, agosto o settembre, i risultati non cambiano: i rimandati all’anno successivo sono davvero pochi.

Giovedì, quindi, quasi tutti i ragazzi andranno nella classe successive. Le superiori statali cittadine ricominciano lo stesso giorno, fanno eccezione alcune classi (per esempio per le seconde, le quarte e le quinte della Magistri, il primo giorno sarà venerdì) e corsi (al quadriennale del Carcano si è iniziato giovedì 5 settembre).


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