Frode sui contributi Covid: 27 denunce
Sequestrati fondi per 1,2 milioni

Le Fiamme gialle scoprono in provincia di Como 21 casi di richieste irregolari

Frode sui contributi Covid: 27 denunce Sequestrati fondi per 1,2 milioni
I finanzieri hanno scoperto 21 violazioni sui contributi Covid
(Foto di archivio)

Como

Quel vizietto italiano della frode ai danni dello Stato fa finire nei guai 27 comaschi, denunciati dalla Guardia di finanza perché sospettati di aver ottenuto fondi di garanzia legati all’emergenza Covid senza averne alcun diritto. Addirittura le fiamme gialle su una cifra di 2 milioni di euro di contributi controllati ha scoperto che la maggior parte (un milione e mezzo) sarebbero stati percepiti indebitamente dai richiedenti.

Ora la Procura ha chiesto sequestri per oltre un milione di euro, mentre altri spostamenti di denaro sono al vaglio della magistratura.

Denunciate 27 persone

Dopo il blitz della scorsa settimana che ha portato all’arresto o, comunque, al coinvolgimento di sei comaschi accusati di aver truccato le carte per potersi accaparrare fondi erogati dallo Stato per far fronte alla Pandemia, il comando provinciale della Guardia di finanza di Como torna ad accendere i riflettori sulle violazioni in materia di frodi agli incentivi nazionali.

Fondi pensati per dare un aiuto concreto a chi è stato colpito economicamente dal Covid, e ben presto diventati preda di personaggi che non avrebbero avuto alcun titolo per poterli richiedere (e men che meno ottenere).

Nel corso di decide di ispezioni effettuate dalle Fiamme gialle comasche, sono emerse complessivamente 21 irregolarità sfociate in una denuncia per frode a carico di 27 comaschi.

Una parte dei fondi legati alle presunte irregolarità riscontrate dai finanzieri è stata bloccata, l’altra parte - quella che era già sfociata in erogazioni - è oggetto di diverse richieste di sequestro. A parte il problema connesso con la percezione di denaro pubblico di cui non si ha alcun diritto, gli episodi portati alla luce dai finanzieri comaschi sono anche un danno per tutte le imprese e i professionisti onesti che legittimamente chiedono o hanno chiesto i fondi per far fronte all’emergenza economica strettamente collegata alla pandemia.

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