Gallera: «L’indice Rt rallenta
C’è criticità a Como»

L’assessore regionale al Welfare: «In Lombardia oggi è all’1,5, in alcune province un po’ sopra»

«L’indice Rt ha rallentato in maniera significativa in questi ultimi giorni e questo è sicuramente il risultato delle azioni di messe in campo da Regione Lombardia». Così, in riferimento alle restrizioni anti contagio introdotte dall’ordinanza regionale del 22 ottobre, l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera intervenendo in video collegamento in commissione Sanità a Palazzo Pirelli, aggiornando sulla situazione epidemiologica da Covid-19 e sulla risposta del sistema sanitario lombardo. Aprendo i lavori con l’illustrazione dei numeri di ieri, quando i nuovi casi di coronavirus regionali sono stati 9.291 con particolari criticità nelle aree di Milano, Monza Brianza, Varese, Brescia e Como, Gallera evidenzia «la riduzione dell’Rt (l’indice di trasmissibilità del virus, ndr), in Lombardia era salito ben oltre il 2 mentre oggi si attesta sull’1,5, e anche a Milano siamo tra l’1,2 e l’1,3».

In altre province, aggiunge l’assessore, «siamo un po’ sopra», ma «quello che stiamo misurando oggi è il risultato positivo delle misure regionali» mentre «dovremmo invece misurare l’efficacia del Dpcm, che è stato introdotto di fatto venerdì scorso, tra un po’ di giorni». Da qui Gallera evidenzia che i positivi emersi non coincidono con i ricoverati, e quindi «dire che anche a Bergamo e Brescia il contagio si diffonde, non vuol dire che c’è un numero di ricoverati in quei territori molto alto». In questa aree, precisa, «la pressione sugli ospedali non c’è, mentre è fortissima a Milano, Monza, Varese e Como». La strategia «è quella di fare sistema per recuperare posti letto, trasferendo persone dalle aree dove c’è maggiore sofferenza e pressione alle aree in cui gli ospedali sono più scarichi». «In queste settimane abbiamo attivato anche i due ospedali in Fiera che oggi funzionano e sono per noi uno strumento utilissimo: i pazienti ricoverati a Milano sono 55 e a Bergamo 20», dice l’assessore.

Sempre nella mattinata, al drive through più grande d’Italia, attivo da oggi a Milano, il presidente Attilio Fontana ha commentato così l’ipotesi di declassare eventuali zone a livello locale da rosse ad arancioni : «Stiamo seguendo con attenzione l’evoluzione di tutta la regione, oggi abbiamo un incontro con i sindaci dei capoluoghi propri per cercare di valutare. È ovvio che se ci fossero le condizioni, ma è chiaro che bisogna fare una valutazione su tutto il territorio lombardo, per realizzare alcuni allentamenti... certo è, come mi ha ribadito il ministro Speranza, che bisogna attendere due settimane. La prima settimana è passata, il ministro mi ha detto che non prenderà alcun provvedimento entro le due settimane, quindi dalla fine della prossima», ha aggiunto Fontana, per effettuare tamponi rapidi e molecolari, in particolare a studenti e personale scolastico. «È un ulteriore elemento nella direzione di questa guerra che stiamo combattendo - ha detto -, aspettiamo i risultati, credo che l’ordinanza regionale del 21 ottobre dovrebbe iniziare a dare presto dei risultati di leggero miglioramento della situazione»

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