Garzeno, turista
salvata dopo una notte
a 1.700 metri di quota

Ancora poche ore e la donna tedesca di 25 anni sarebbe morta assiderata: trovata da due agenti della polizia provinciale dopo la segnalazione di un ristoratore che aveva notato l’auto abbandonata

Garzeno, turista salvata dopo una notte a 1.700 metri di quota
Una vista del rifugio Il Giovo, a quota 1.700: fino al 1976 è stata la sede della Guardia di Finanza

Due agenti di polizia provinciale hanno salvato la vita a una ragazza tedesca che, nel giro di qualche ora, sarebbe morta assiderata dopo aver trascorso la notte all’addiaccio ai 1.700 metri di quota del Passo Giovo. Senso del dovere, umanità e sinergia fra enti hanno davvero compiuto il miracolo.

Domenica mattina Ezio Mantova, titolare del ristorante “La Trave” di Stazzona, è salito fino a Mottafoiada con i figli e oltre la Bocchetta, dove la strada non è più esposta al sole ha notato un’auto boccata nella neve ghiacciata, con tutta una serie di effetti personali, tra cui un documento, sparsi lì intorno. Ha avvisato l’amico Maurizio Merga, agente della polizia provinciale di Como; così, avvisati anche i carabinieri di Dongo, che nel frattempo hanno rintracciato il padre della giovane, sono subito partite le ricerche della giovane proprietaria del veicolo.

Erano circa le 10 e la pattuglia formata da Merga e dal collega Mauro Gossi, che ben conosce la zona, attorno alle 13 ha individuato la ragazza, rannicchiata contro una parete del rifugio Giovo. Addosso non aveva nemmeno una giacca ed era in fase già avanzata ipotermia, con le labbra blu e il viso cadaverico. Trasportata subito all’ospedale di Gravedona, la giovane si è per fortuna ripresa e già in serata ha potuto far rientro a casa.

I dettagli su La Provincia di mercoledì 2 febbraio

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