«Giù le mani dai lavarelli»
La battaglia delle cartoline

I pescatori dell’Aps Como stampano 13mila messaggi di protesta Saranno spediti a Roma al ministro Cingolani: «Qui si va contro la storia»

Sul modello della cartolina per salvare il lungolago di Como, iniziativa che “La Provincia” aveva proposto con successo nel maggio del 2016, anche l’Aps Como Fipsas ha dato alle stampe ben 13 mila cartoline - più di 2 mila quelle oggi distribuite sul nostro territorio - per salvare due specie simbolo del nostro lago come il lavarello e dei torrenti (e in parte sempre del lago) come la trota fario.

Un’iniziativa che ha subito valicato i confini provinciali, tanto il presidente di Aps Como Fipsas, Luigi Guglielmetti (5 mila i pescatori dilettanti legati a questa storica realtà comasca), ha confermato come «da diverse zone d’Italia stanno chiedendo di aderire alla nostra iniziativa». Le cartoline sono indirizzate al ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani (con tanto di indirizzo di riferimento presso il ministero, via Cristoforo Colombo 44 - 00147 Roma) e il testo in epigrafe fa riferimento al divieto d’immissione di lavarelli e trote per l’appunto (considerate dal ministero specie alloctone), contro cui i pescatori, ma anche le istituzioni da mesi stanno facendo sentire in maniera vigorosa la loro voce.

«Si è detto e scritto molto soprattutto da alcuni mesi a questa parte - dice il presidente - Noi pescatori siamo gente pragmatica. E così, prendendo spunto anche dall’iniziativa del vostro giornale di qualche anno fa per il futuro del lungolago, abbiamo pensato di dare alle stampe 13 mila cartoline - ad oggi - da inviare una ad una al ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani. Il ragionamento è semplice. Come si possono considerare alloctoni il lavarello e la trota, che sono presenti nelle acque lombarde da secoli?». (Marco Palumbo)

L’articolo completo su La Provincia di domenica 12 dicembre

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