Giuseppe Guzzetti: «Su Lucini non ho mai avuto mezzo dubbio»

Paratie L’ex presidente della Regione dopo la sentenza: «Sempre stimato come uomo, amministratore e tecnico Tanti sciacalli sulla vicenda, dovrebbero chiedere scusa. Nomi? No, penso che l’ex sindaco non voglia polemiche»

«Come diceva mia nonna Carolina, che aveva un detto per tutti i casi della vita: “Ci vorranno tanti anni o tanti mesi, ma alla fine l’acqua deve andare nella giusta direzione”. Ecco, ci sono voluti sette anni, ma alla fine la verità su Mario Lucini è venuta fuori. E io non ne ho mai dubitato».

La citazione di nonna Carolina in realtà Giuseppe Guzzetti la fa in dialetto, il dialetto di Limido Comasco. Vuole che il messaggio arrivi dritto dritto all’interessato, Mario Lucini, assolto in secondo grado dalle accuse relative alla gestione del cantiere delle paratie. Un messaggio che va ad aggiungersi alle tante attestazioni di stima e solidarietà, per esempio quella del presidente di Anci Lombardia, Mauro Guerra, che ieri ha scritto su facebook: «Giustizia che rasserena il futuro ma purtroppo non potrà mai riparare il passato, Un grande abbraccio».

Tra le attestazioni di stima anche quella di Mauro Guerra

«Sono sempre stato un grande estimatore di Lucini come uomo, come amministratore e come tecnico - dice Guzzetti - Ho avuto con lui un rapporto molto positivo da sindaco, più volte l’ho incontrato in municipio per definire programmi e iniziative comuni e della sua onestà non ho mai dubitato. Lo ripeto ora e lo dissi anche quando finì in questo processo perché conoscendone la dirittura morale e il rigore non avevo dubbi che fosse estraneo a una vicenda che poteva qualificarlo come un uomo corrotto».

Una stima umana che Guzzetti estende anche all’attività di Lucini a palazzo Cernezzi: «Ricordo che quando era in minoranza in consiglio comunale si era opposto alle paratie perché essendo un geologo sapeva benissimo che ci poteva essere un’alternativa. Comunque la mia valutazione su di lui è sempre stata molto positiva, è un galantuomo, ha fatto il sindaco di Como tra mille difficoltà e poi l’hanno impelagato coinvolgendolo in questa vicenda che per fortuna oggi ha un esito che lo scagiona da ogni responsabilità. Sul fronte dei successi della sua amministrazione voglio ricordare il progetto per il recupero di Villa Olmo, che ottenne 5 milioni da Fondazione Cariplo. I lavori partirono, come da regolamento, entro sei mesi, poi la successiva amministrazione non ne ha fatto più nulla».

Anche la struttura tecnica ne è uscita completamente riabilitata: «Assolutamente sì, non si dice a proposito che il pesce puzza dalla testa? Se il vertice non è pulito l’amministrazione può dare adito a qualche perplessità, ma se chi guida è corretto è da ritenere che lo sia anche la struttura e che Lucini potesse vigilare perché questa non avesse sbandamenti».

«Lucini? Ha fatto il sindaco tra mille difficoltà»

Resta l’amaro in bocca per i danni alla città: «Certamente, ma noi dobbiamo fare riferimento alle persone alle quali è stata distrutta l’immagine e anche un percorso politico e amministrativo che avrebbe potuto continuare».

Lucini si è detto «sollevato ma non contento»: «Non si ripara quello che è stato fatto allora, in questa vicenda fra l’altro non pochi si sono affrettati a svolgere un ruolo di sciacallaggio e oggi dovrebbero almeno chiedere scusa».

Si riferisce a qualcuno in particolare? «No, Lucini stesso non gradirebbe una polemica - conclude Guzzetti - Non mi interessa una resa dei conti ma il male fatto a persone che hanno avuto la vita sconvolta per sette anni. Io l’ho sempre difeso, ero certo che tutto si sarebbe chiarito e sono contento che alla fine tutto sia andato come avrebbe predetto mia nonna Carolina».

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