Gli studenti cambiano il volto della città Musica e colore in centro storico
Apprezzata e fotografata: l’installazione opera degli studenti della scuola di Minoprio in piazza San Fedele (Foto by butti)

Gli studenti cambiano il volto della città
Musica e colore in centro storico

Centro storico davvero trasformato grazie alle idee degli studenti delle scuole superiori: dagli astronauti del Volta al missile lanciato dai ragazzi della Magistri fino ai fiori degli studenti di Minoprio

Como

Tanta voglia di stare insieme e occupare la città con colori, contenuti e buonumore. Sono alcuni degli ingredienti della riuscitissima giornata della creatività, graziata da Giove Pluvio nonostante le previsioni non incoraggianti.

L’evento si è tenuto oggi, venerdì 17 maggio, in città ed è stato organizzato, come sempre, dalla consulta provinciale degli studenti. «Siamo parecchio soddisfatti - dice la presidente Alessia Loi - è andata meglio rispetto allo scorso anno, con una partecipazione davvero ampia. Iniziavano già a circolare voci in cui si sosteneva fosse saltato l’evento per via del possibile cattivo tempo. Invece, il meteo ha retto e non possiamo che essere contenti».

L’appuntamento, da tanti anni, è fra i più attesi dai ragazzi lariani. Questa volta, nel momento di picco, quindi attorno alle undici, si sono stimate circa 3mila persone a spasso fra i diversi stand, una settantina circa, collocati in tanti punti della città, da Porta Torre (dove si è svolto il concerto) a piazza San Fedele, da piazza Medaglie d’Oro a piazza Duomo e Broletto, da piazza Cavour a piazza Volta.

I temi su cui i ragazzi si sono sbizzarriti, tenendo anche conto del proprio percorso di studi, sono stati gli anni Sessanta e Settanta. Si sono visti, quindi, interpretazioni e spazi informativi sulla guerra in Vietnam e gli anni di Piombo, le dittature sudamericane e la guerra fredda, le culture underground e le proteste studentesche, i movimenti pacifisti di Martin Luther King e il festival di Woodstock, i Beatles e Woody Allen, il premio Nobel Giulio Natta e la Apple.


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