Grandinata storica: la furia del maltempo ha segnato anche Como

La tempesta Blocchi di ghiaccio grandi quasi come un pugno, strade allagate, centinaia di veicoli rovinati. Decine le chiamate ai Vigili del fuoco. Via Torno riapre oggi e via per san Fermo è a senso unico alternato

La tempesta della notte di mercoledì ha lasciando i segni. La città ieri mattina ha dovuto leccarsi le ferite. Non c’è un solo punto che non sia stato toccato e danneggiato. Camerlata, all’alba di ieri, sembrava un quartiere assaltato dai vandali, preso a sassate, con pietre giunte però non da mani anonime ma dal cielo. Chicchi di grandine grandi come un pugno. Impressionanti.

Tutta la città è stata devastata dal ghiaccio piovuto dall’alto. Ma il quartiere alla periferia del capoluogo è stato l’epicentro del disastro. I danni sono enormi, tanto quanto le auto distrutte e le facciate delle case “segnate”. Bastava fare due passi per via Domenico Pino, per la piazza, per la via Canturina, per il primo tratto della Napoleona che scende verso la città. Per terra vetri dei lunotti infranti, pezzi di plastica, rami e foglie. Non c’era una sola vettura parcheggiata che non fosse ammaccata in modo serio. Anche il semaforo che dalla Canturina immette sulla piazza era stato colpito e in parte rovinato, con le alette che proteggono le luci segnaletiche dai raggi del sole distrutte.

L’insegna in pezzi

Poi, passeggiando verso la Napoleona, ecco un parabrezza in frantumi, un altro scheggiato, un finestrino segnato dalla grandine, pure una insegna di un negozio finita sull’asfalto e poi andata in mille pezzi. Per non parlare della Neuropsichiatria Infantile del Sant’Anna vecchio in via Napoleona, allagata e con il controsoffitto crollato in quanto zuppo d’acqua. In città la scena non cambia. Il maltempo della serata di mercoledì ha lasciato cicatrici ovunque. Anche sui muri delle case, colpiti dalle palle di ghiaccio come fossero proiettili. I vigili del fuoco, nella notte e per tutta la giornata di ieri, hanno lavorato per rispondere alle chiamate giunte alla centrale operativa.

Un comunicato diffuso ieri mattina parlava di 20 interventi solo nelle ore di buio, con altre decine di chiamate rimaste in coda. Tagli di piante, allagamenti, con le aree più colpite che sono state quelle di via Bellinzona, via Prudenziana, Salita Peltrera, ma anche viale Varese nei pressi del Crocifisso e via Borgovico nella parte nuova con la roggia a monte esondata e fango e detriti finiti nei garage dei condomini e in strada.

Acqua alle caviglie

Non meno segnata dagli allagamenti – che del resto erano ben visibili, con strade completamente sommerse – anche la zona di Sant’Agostino, con l’acqua che arrivava alle caviglie un po’ in tutte le vie. E poi la “solita” via Torno interrotta per smottamenti, all’inizio di quella Lariana che ormai è diventata stabilmente un problema ogni volta che la pioggia aumenta di intensità. Figuriamoci con il diluvio e la grandinata della scorsa notte.

Notte di duro lavoro anche per gli agenti della polizia locale. Via per San Fermo è rimasta chiusa fin dalle 4.30, in seguito a frane e smottamenti che hanno invaso la sede stradale. Chiusure che poi hanno interessato anche la già citate via Brambilla, Salita Peltrera, via Santa Marta e pure via Regina Teodolinda, queste ultime riaperte ieri sera. Alle 9 via per San Fermo è stata riaperta solo in un senso di marcia, quello discendente, e dopo le 15 con il senso unico alternato. Via Torno invece riaprirà solo oggi non prima di mezzogiorno.

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