Guerra ai vertici dell’Insubria
Querelati anche due docenti

Sempre più dura la battaglia all’interno dell’università

Como

«Purtroppo non vedo la voglia di trovare un punto d’incontro». Luca Levrini , docente dell’Insubria e presidente della Fondazione Volta, sottolinea il suo rammarico per la vicenda in cui sono coinvolti il prorettore Stefano Serra Capizzano e il rettore Angelo Tagliabue , finita con la denuncia del primo nei confronti del secondo per diffamazione e violenza privata.

«Mi spiace enormemente per quanto sta succedendo – continua Levrini – sul lato personale, fra i due c’è un’incomprensione forte e, di fatto, non risolta. Non vedo astio, ma nemmeno la voglia di trovare un punto d’incontro. È bene ricordare, come sottolineato dai direttori dei dipartimenti, che le attività didattica e di ricerca non sono toccate in nessun modo da questi eventi».

Il riferimento è a una mail firmata da quattro direttori di dipartimento eletti nel senato accademico: si tratta dei comaschi Umberto Piarulli, Francesca Ruggieri, Nicoletta Sabadini e del varesino Maria Pierro. Nel messaggio si sottolinea che «gli organi accademici hanno sempre agito per l’unità dell’ateneo». I firmatari si sono rammaricati per le notizie circolate sugli organi di stampa e hanno espresso «rinnovata fiducia al magnifico rettore».

Giovedì, il prorettore lariano Stefano Serra Capizzano ha scritto ai professori, agli studenti e al personale tecnico e amministrativo dell’ateneo, ricordando come «le vicende giudiziarie che riguardano singole persone meritino silenzio, perché si tratta, come è ovvio, di ambito distinto e la magistratura dovrà fare il suo corso». Le frizioni fra i due sono cominciate a fine giugno 2020: a causa della convalescenza di Tagliabue al termine di un intervento ospedaliero, Serra Capizzano diventò rettore pro tempore. Il conflitto si è poi inasprito a inizio 2021 quando Tagliabue tentò di trasformare il vicario, quindi in questo caso Serra Capizzano, in una sua figura fiduciaria, nominata e soprattutto revocato attraverso un proprio decreto. Congelato il tentativo, nei mesi successivi lo scontro all’interno dell’università è deflagrato anche attraverso altri atti formali. Per esempio, attraverso un decreto rettorale, a Serra Capizzano sono state tolte le deleghe.

«La sede comasca però non si indebolisce – precisa Levrini – quello che prima seguiva il prorettore per entrambe le sedi, ora lo fa un’altra persona. Bisogna superare l’idea delle due università: Como e Varese sono due sedi dello stesso ateneo». Nei mesi passati, al vicario comasco è stata inflitta, da parte della commissione preposta, una sanzione disciplinare di dieci giorni, impugnata davanti al tar dallo stesso prorettore.

Oltre alla denuncia, stando alle indiscrezioni, sono state inviate altre due querele indirizzate sempre da Serra Capizzano a due docenti.

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