I 209 anni dell’Arma. Nel ricordo commosso del maresciallo ucciso ad Asso

La ricorrenza Le celebrazioni per la festa dei carabinieri con un pensiero al comandante della stazione di Asso, Nell’ultimo anno quasi 300 arresti e 2.740 denunciati

Il «fraterno abbraccio» alla famiglia del luogotenente Doriano Furceri, comandante della caserma di Asso «valorosamente caduto lo scorso ottobre». Ma anche il ricordo del maresciallo Sebastiano D’Immè, morto in un conflitto a fuoco il 6 luglio 1996 a Locate Varesino contro una banda di rapinatori («consapevole del pericolo non aveva esitato ad intervenire») e «dell’impareggiabile» generale Carlo Alberto dalla Chiesa che, 70 anni fa (il 16 agosto 1952) «giungeva a Como, quale Comandante della Compagnia dell’allora Gruppo».

Il brigadiere e la sparatoria

È stato rivolto a loro il discorso del colonnello Giuseppe Colizzi nel giorno della festa dell’Arma dei carabinieri per 209° anno di fondazione, ricorrenza festeggiata ieri nella caserma di piazzale Duca d’Aosta. Il comandante provinciale ha poi salutato anche il brigadiere capo Luigi Toma, presente tra il pubblico: «Nell’ottobre del 1974 – ha detto – si lanciò in motocicletta all’inseguimento di un’auto sospetta venendo poi colpito, a Fino Mornasco, da due raffiche». Segno anche lui, al pari degli altri citati, di «coraggio e di virtù», ma anche di «senso dello Stato».

Colizzi ha elencato i numeri dei carabinieri: nella provincia di Como l’Arma è presente in 30 Comuni con 3 Compagnie, un Nucleo, una Tenenza, 28 stazioni cui si aggiungono 7 stazioni dei carabinieri Forestali per un totale di poco meno di 500 uomini e donne. E per ringraziare tutti i suoi uomini, Colizzi ha poi voluto citare tre recenti episodi che hanno testimoniato la presenza dell’Arma tra la gente, ovvero il recupero di una borsa con gli stipendi che era stata persa da un albergatore di Porlezza, l’aiuto ad una famiglia tedesca rapinata di tutto nei pressi del Sant’Anna («quei carabinieri si sono silenziosamente autotassati per aiutarli») ed infine, a Carlazzo, l’intervento di un comandante per far desistere una donna da un intento autolesionista.

I numeri dell’attività

Non potevano mancare, con l’elenco degli interventi («15.329 denunce, 296 arresti e 2.740 indagati» in un anno) anche le linee guida per i prossimi mesi, ovvero il contrasto alle truffe, allo spaccio nei boschi e ai furti senza dimenticare la lotta alla criminalità organizzata.

La giornata è stata chiusa dalla consegna degli encomi. Il primo è andato al Nucleo Operativo e Radiomobile di Cantù, ritirato dal comandante, il tenente Diego Bonavera, per l’attività di indagine nei confronti di un gruppo criminale dedito a rapine e furti negli esercizi commerciali. Encomio anche al Nucleo Investigativo del comando provinciale – ritirato dal capitano Cristiano Barboni, dal luogotenente Giuseppe Catalano e dall’appuntato Vito Esposto – in seguito ad una operazione tra la Lombardia e il Canton Ticino che aveva portato a 6 arrestati per furti e rapine. Apprezzamento per l’appuntato scelto qualifica speciale Luigi Aiello e per l’appuntato scelto Francesco Ruotolo della stazione di Appiano Gentile per un intervento in una abitazione avvolta dalle fiamme a Bulgarograsso il 6 febbraio 2023 che permise di spegnere l’incendio ed evacuare la famiglia. Encomio al maresciallo Michele Cubelli dei Nas per una indagine contro un giro illegale di prestazioni medico-chirurgiche. Premio infine al comandante della stazione di Cernobbio, il luogotenente carica speciale Gerlando Tantillo, per le straordinarie qualità umane e professionali.

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