«I poveri ci insegnano il Vangelo, dobbiamo accoglierli»

L’appello del vescovo alla corresponsabilità sociale

Como

«I poveri sono coloro che gridano più frequentemente al Signore ed egli ascolta il loro grido, anzi insegna anche a noi ad imitarlo. I poveri ci aiutano a convertirci al Signore. Un giovane mi ha confidato che attraverso la frequentazione dei poveri è diventato cristiano».

Parte dell’omelia del vescovo per Sant’Abbondio è stata un appello alla corresponsabilità sociale nello stare accanto a chi vive un momento di indigenza e difficoltà in famiglia. Monsignor Oscar Cantoni ha ricordato anche l’importante opera della comunità cristiana nel farsi carico dei poveri della città. «Non sono i poveri che ricevono da noi, ma è il contrario. Essi ci insegnano a vivere il Vangelo, sono i nostri maestri evangelizzatori. Domandiamoci perciò in che misura sappiamo accoglierli e andare incontro ad essi con amicizia e semplicità di cuore».

Un altro grido che non deve rimanere inascoltato per il vescovo è quello dei giovani. «Non possiamo dimenticare nemmeno il grido dei giovani, spesso impauriti circa il loro futuro - ha detto - Molte volte si immaginano i giovani semplicemente come sdraiati sul divano, ossia senza sogni per il loro futuro. Eppure possiamo testimoniare che anche da parte dei giovani c’è una vera domanda di senso, una grande ricerca spirituale profonda, certo a loro modo e con i loro linguaggi. Sappiamo condividere la loro ricerca di Dio? Sappiamo come comunità cristiana assicurare loro il diritto alla speranza? Ascoltare il grido dei giovani si traduce nel trasmettere la nostra esperienza di fede per la loro formazione integrale, significa anche collaborare con le istituzioni civili per una alleanza educativa di cui si sente oggi un estremo bisogno».

E poi ha chiuso: «In questo mia omelia ho espresso volutamente alcuni interrogativi. Possono essere un punto di partenza per coinvolgerci, nelle diverse sedi, in una riflessione comune, che esprima la passione della nostra Chiesa nell’accogliere il grido d’aiuto che oggi, in tante forme e da tante persone, viene espresso ai membri della nostra Chiesa. Sant’Abbondio ci renda forti nella fede e concordi per amore di Cristo e del suo popolo». Alla fine della solenne messa il vescovo ha impartito la benedizione papale per l’indulgenza plenaria.L. Mos.

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