Il leghista ticinese Bignasca «Svizzera addio, scelgo Bellagio»
La Lega ticinese era tra i promotori del referendum antifrontalieri

Il leghista ticinese Bignasca
«Svizzera addio, scelgo Bellagio»

L’annuncio segue di pochi giorni la bocciatura dell’obbligo del casellario giudiziale per i frontalieri e per i cosiddetti “stranieri dimoranti”

L’annuncio ha del clamoroso, anche perché pronunciato non da un militante qualsiasi, ma da Attilio Bignasca, fratello di quel Giuliano “Nano” Bignasca - padre-padrone della Lega dei Ticinesi (scomparso nel 2013) - noto per le sue posizioni fortemente anti-frontalieri oltre che per le sue proposte choc, rimaste tutte sulla carta.

Il giorno dopo la bocciatura dell’obbligatorietà del casellario giudiziale per i frontalieri e per gli stranieri dimoranti da parte del Consiglio di Stato a forte trazione leghista (il voto contrario dei ministri della Leghista dei Ticinesi Norman Gobbi e Claudio Zali non è di fatto servito a nulla), Bignasca ha reso pubblico tutto il suo disappunto per questa decisione inattesa, annunciando la volontà di lasciare il Canton Ticino e la Svizzera.

«La prima idea era la Polinesia, poi invece ho cambiato idea», ha spiegato Bignasca. E la scelta è caduta non su una località qualsiasi, ma su Bellagio, la “perla del Lario”, cartolina del lago di Como nel mondo. Proprio così. Al quotidiano “La Regione”, il coordinatore della Lega dei Ticinesi ha infatti annunciato che la volontà «è quella di trasferirsi, magari a Bellagio, così un giorno sì e un giorno no torno in Ticino a rompere...».

Il servizio su La Provincia in edicola mercoledì 14 giugno

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