Il ministro: «Pedemontana da rivedere»  Molteni insiste: «Il danno è non farla»
Il primo lotto della tangenziale, lungo appena 2,4 chilometri

Il ministro: «Pedemontana da rivedere»

Molteni insiste: «Il danno è non farla»

Toninelli inserisce l’opera tra quelle a rischio. Il sottosegretario: «È strategica». Intanto Mentasti, ex manager del Sant’Anna, diventa presidente: «Risolveremo i problemi»

Il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, esponente del Movimento 5 Stelle, è intervenuto ieri alla Camera e ha inserito la Pedemontana tra le opere da sottoporre «ad una revisione complessiva, che contempli anche l’abbandono del progetto». Tra queste la Tav, la Gronda di Genova e l’aeroporto di Firenze. Questo tipo di analisi costi-benefici, ha detto il ministro, «che intendiamo portare avanti come cifra essenziale del nuovo Governo, ha lo scopo di massimizzare gli effetti positivi delle opere pubbliche in termini di sviluppo economico e diritto alla mobilità, riducendo al minimo quelli negativi».

Non solo, quindi, non ha detto nulla in merito ai soldi (le stime parlano di un miliardo di euro) per il completamento delle tangenziali di Como e Varese, ma ha anche indirettamente messo in dubbio il completamento dell’opera. E le sue parole aprono un caso all’interno del Governo giallo-verde. Il sottosegretario all’Interno, il comasco Nicola Molteni ribadisce che l’infrastruttura va portata a termine.

«La Pedemontana è un’opera fondamentale -dice l’esponente del Carroccio - è strategica non solo per il Nord, ma per l’economia e lo sviluppo di tutto il Paese. Il vero danno sarebbe bloccarla, interromperla o revocarla» Molteni precisa anche che «nel contratto di Governo l’unica opera sulla quale ci sono state alcune riflessioni è stata la Tav e non si è mai citata la Pedemontana lombarda».

E intanto ieri ai vertici di Pedemontana è stata nominata una vecchia conoscenza comasca: si tratta di Andrea Mentasti, l’ex direttore generale del Sant’Anna che gestì le delicate fasi del trasloco a San Fermo. È ad di Serravalle e presidente di Pedemontana: «Si tratta di un incarico in continuità con le mie competenze sui temi infrastrutturali. Per me è un grande onore tornare in Lombardia (dopo Como era stato il numero uno dell’aeroporto di Bergamo e poi delle Ferrovie del Sud est, ndr) e in queste società. Una prestigiosa come Serravalle e Pedemontana che ha obiettivi ambizioni. Cercheremo di superare questa fase di difficoltà e di risolvere i problemi in tempi brevi».

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