Il patrimonio del Comune marcisce
Ma l’assessore neppure risponde

Asili, scuole, ristoranti: più di un edificio pubblico su quattro risulta inutilizzato. Alcuni sono casi noti, altri meno. Come la palestrina sotto lo Stadio. E Pettignano tace

Asili e scuole abbandonate, ristoranti chiusi da anni, palestre, palazzi eleganti e interi edifici in centro: il Comune di Como, come noto, possiede un ricco patrimonio immobiliare che, almeno in parte, sta andando in rovina.

Il settore patrimonio di Palazzo Cernezzi ha aggiornato alla fine del 2018 lo stato dell’arte dei beni immobili diversi da quelli destinati all’uso abitativo, non case e appartamenti, ma edifici usati da enti, società, associazioni, istituti. Bene: su 200 immobili 54 sono vuoti, è il 27%, più di uno su quattro. Degli altri 146 stabili utilizzati 91 hanno contratti scaduti anche da parecchi anni, pari cioè al 62% del totale. Rispetto a due anni fa la situazione non è migliorata, anzi. Allora l’amministrazione aveva scattato la stessa fotografia e gli stabili vuoti corrispondevano al 23% con un 67% di contratti scaduti. Non sono beni di poco conto, nel lungo elenco ci sono vere e preziose perle. C’è l’ex orfanotrofio di via Grossi da vendere, un compendio importante e centrale. Il signorile palazzo Natta nella città murata è inutilizzato da mesi, da sei anni è vuoto il collegio per studenti Santa Teresa zona Borgovico. . Su quei file Exel una delle frasi più ricorrenti è “destinazione da definire”, significa che lo stabile è vuoto e la macchina pubblica non sa cosa farsene.

O peggio si legge ancora “libero e in attesa di messa a norma”, tradotto: servono manutenzioni, lavori, opere a cui l’amministrazione non provvede da tempo. L’elenco è lungo e comprende anche piccoli negozi e sede societarie. L’assessore alla partita Francesco Pettignano, delega al Patrimonio, non risponde né al telefono né alle mail.

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