Il sindaco: «I Balocchi? Avanti tutta  Con un po’ di buon senso ce la faremo»
Folla in piazza all’imbrunire in occasione della scorsa edizione della manifestazione (Foto by archivio)

Il sindaco: «I Balocchi? Avanti tutta

Con un po’ di buon senso ce la faremo»

Tra domani e dopo il piano sicurezza della kermesse sarà discusso in prefettura - Landriscina replica agli scettici: «Lavoriamo insieme perché la manifestazione vada in porto»

Como

Cassandre e assortiti menagramo fatevi da parte. Dice il sindaco che la Città dei Balocchi si farà. «Voglio essere ottimista. Perché anche rispetto alle critiche più severe e ai rischi connessi a un evento di questo tipo, la manifestazione non fa che replicare, un po’ più in grande, quello che già succede tra le bancarelle lungo le mura tutti i martedì, i giovedì e i sabati - dice Mario Landriscina -. Chi lavora al mercato ha sofferto a lungo l’assenza del pubblico, e così come gli ambulanti anche chi ha a cuore la Città dei Balocchi desidera un po’ di normalità, quantomeno a Natale, come del resto tutti noi comaschi. Quindi avanti, con cautela, ma avanti».

A proposito del piano sicurezza presentato dai responsabili dell’organizzazione – piano già valutato dagli uffici comunali e destinato a essere analizzato tra domani e dopo anche in sede di comitato per l’ordine e la sicurezza, in prefettura – il sindaco dice che le regole già ci sono, anche per quanto riguarda le cautele da assumere negli spazi aperti: «Dopodiché spetterà alla Regione decidere il da farsi ed eventualmente richiamarci in caso di peggioramento della situazione pandemica». Fanno paura i numeri, quantomeno ai più critici: in altre parole fa paura l’idea che nelle piazze possano riversarsi migliaia di visitatori e che i numeri stabiliti a tavolino - calibrati sui metri quadrati a disposizione “collocando” fino a un massimo di due persone per ogni singolo metro quadro - non bastino a garantirci dal rischio di assembramenti pericolosi. Così come non basti a garantirci sicurezza il distanziamento delle casette, che in piazza Cavour sarebbero ancora troppo vicine, al punto da far pensare anche a un numero chiuso, quando non all’obbligo di esibire un green pass. La verità è che negli occhi di molti ci sono le immagini non già dello scorso anno - quando già il Covid aveva fatto il suo - ma di due anni fa, Natale 2019, l’inferno di auto, di code, degli autosili intasati, delle piazze colorate e inaccessibili.

«È importante che prevalga il buonsenso - prosegue Landriscina - e che per esempio, laddove si creino assembramenti o ve ne sia il rischio, allora si scelga di indossare la mascherina anche all’aperto, visto che comunque è difficile sostenere che non si tratti di un dispositivo di sicura efficacia e che lo scorso anno non ci abbia salvato dall’influenza. Dopodiché staremo all’erta, vedremo cosa accadrà, pronti a intervenire dolorosamente se fosse necessario. Ma davvero: con un po’ di consapevolezza e senso di responsabilità potremo trascorrere un Natale decente. Quindi lavoriamo perché la manifestazione vada in porto».

Come detto i passaggi successivi sono in programma nelle prossime 48 ore, forse già domani mattina, quando mancheranno meno di cinque giorni all’avvio della kermesse, in programma da sabato. È il margine temporale minimo per apportare eventuali correttivi in una organizzazione che per ora prevede l’impiego di una settantina di steward addetti alla sorveglianza e di un numero ancora imprecisato di forze dell’ordine dislocate sul territorio.


© RIPRODUZIONE RISERVATA