Il truffatore evita la condanna
Basterà un anno di volontariato

Messa alla prova per l’ex funzionario della Cassa Edili di Como Era finito a processo per aver rubato 240mila euro. Ha risarcito il danno

Se tutto andrà come previsto tra poco più di un anno, un ex funzionario della Cassa Edili di Como e Lecco, 55 anni, comasco, si lascerà alle spalle l’accusa di aver confezionato una truffa da un quarto di milione di euro con la fedina penale immacolata. L’uomo, infatti, dopo aver restituito i soldi portati via nell’arco di quattro anni è finito a processo dove ha chiesto - e ottenuto - di essere “messo alla prova”. Ovvero: per un anno “lavorerà” come volontario alla Croce Rossa e, al termine del periodo previsto, in caso di esito positivo il suo reato potrà essere dichiarato estinto.

La storia giudiziaria di Mantovani ha inizio con una lettera anonima, che lo accusava di aver rubato decine di migliaia di euro con uno stratagemma tanto complesso quanto ingegnoso. Simulava l’emersione di decine di lavoratori che risultavano irreperibili da anni e che vantavano crediti nei confronti della Cassa.

Scoperto, tre anni fa, è stato licenziato dopo oltre quindici anni di servizio presso la Cassa Edili. A suo carico la Procura ha aperto un’inchiesta con l’accusa di truffa aggravata e di manipolazione del sistema informatico. Le fiamme gialle sono riuscite a ricostruire - dopo un lungo lavoro - tutte le somme portate via alla Cassa: 240mila euro. Una cifra quasi interamente sequestrata dagli inquirenti, in quanto ancora presente sui conti aperti da Mantovani, il quale dal canto suo ha anche provveduto a restituire 27mila euro.

Comparso in aula, davanti al giudice, l’ex funzionario ha chiesto e ottenuto di poter essere ammesso alla prova. Per un anno svolgerà lavori di pubblica utilità con la Croce Rossa. Per conquistarsi la possibilità di evitare la condanna.

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