In arrivo trecento studenti ucraini
Le scuole pronte ad accoglierli

Elementari e medie aprono le porte ai nuovi alunni - Destinati i fondi per la prima accoglienza. Il provveditore: lavoro di squadra

In arrivo trecento studenti ucraini Le scuole pronte ad accoglierli
Lo striscione contro la guerra affisso fuori dalla scuola di via Brambilla

Sono circa trecento i giovani ucraini che, arrivati sul territorio, nei prossimi giorni cominceranno a frequentare le scuole comasche.

Altri 56 - 53 dei quali iscritti alle elementari e alle medie - sono invece stati già inseriti.

«Si sta procedendo bene e senza problemi – spiega il provveditore di Como Marco Bussetti –, le scuole sono state presenti fin da subito e hanno messo in campo azioni di mediazione linguistica: non solo, in diversi casi hanno manifestato la propria disponibilità ancora prima di ricevere le richieste. La sensibilità e l’attenzione sono da elogiare». Inoltre, Bussetti sottolinea il lavoro di squadra, coordinato dalla prefettura, portato avanti insieme con altri enti come, per esempio, le amministrazioni comunali, le associazioni e la protezione civile.

Nella prima fase, i giovani arrivati erano inseriti in un contesto di ricongiungimento con le famiglie o con altri connazionali già sul territorio. La distribuzione sul territorio, quindi, è stata piuttosto casuale e dettata dai contatti diretti sui quali hanno potuto contare. Ora, i flussi stanno cominciando a essere maggiori. «Stanno arrivando richieste tutti i giorni – conferma la preside dell’istituto comprensivo Como Lago Giusi Porro – ora siamo a cinque: cominceranno a frequentare questa settimana e la prossima. Siamo stati contattati sia dalle comunità sia dalle associazioni».

I dirigenti scolastici del territorio hanno anche avuto una riunione fra di loro per capire qual è lo stato dell’arte circa i posti disponibili, soprattutto alle elementari e alle medie.

Per quanto riguarda l’iscrizione, fino ad adesso la grandissima parte dei ragazzi arrivati ha un passaporto o un documento valido. Non serve nient’altro: peraltro, la normativa prevede che, pur in assenza di una carta che attesti con sicurezza l’identità, il minore (soprattutto se non accompagnato da un adulto) dev’essere inserito in un percorso scolastico, se possibile compatibile con la sua età.

«Sono arrivati fondi per la prima accoglienza e, dal canto nostro, abbiamo ampliato l’offerta a scuola – continua Porro, riferendosi alla facilitazione linguistica – da qui fino al termine dell’anno scolastico abbiamo dato un incarico all’associazione già segnalata dal Comune».

Due settimane fa, agli istituti lariani sono arrivate dal Ministero le prime indicazioni. Si sottolinea l’importanza di tenere conto della «particolare condizione di fragilità di ciascuno degli esuli accolti». Per questo, sarà importante avere cura di «non disperdere la rete di relazioni che uniscono tra loro i profughi o li legano a familiari presso cui trovano accoglienza». Per questo, si chiede di favorire «la conservazione di piccoli gruppi di provenienza». Inoltre, si sottolinea il ruolo degli altri studenti di origine ucraina già sul territorio da tempo, «in particolare nelle fasi iniziali di approccio all’italiano».

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