In Borgo Vico un autosilo “dimenticato”  Ora il Comune prova a riprenderselo
I posteggi a “raso” nei pressi del complesso residenziale realizzato nel 2009 (Foto by butti)

In Borgo Vico un autosilo “dimenticato”

Ora il Comune prova a riprenderselo

Completato nel 2009, è da sempre inutilizzato per un problema di servitù di passaggio. È nell’elenco dei beni alienabili, insieme all’ex orfanotrofio, negozi, ristoranti e un centro civico

Il Comune (ri)vuole vendere l’ex orfanotrofio di via Tommaso Grossi, ma l’immobile non è accatastato. Risultato: l’asta slitta al 2021 in attesa delle perizie edilizie ed energetiche.

Non solo: nell’elenco del patrimonio da alienare, cioè di cui sbarazzarsi - un elenco pressoché identico da molti anni, tolte un paio di operazioni riuscite, come quella delle ex scuole di via Binda, finalmente vendute lo scorso anno -, figura anche un parcheggio interrato in via Borgovico, 13 stalli costruiti più di dieci anni fa di cui Palazzo Cernezzi però non è mai riuscito ad entrare in possesso.

Se n’è discusso lunedì in commissione, dopo la presentazione, da parte dell’assessore Francesco Pettignano, del cosiddetto “piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari”.

Qualche aggiornamento: dopo più aste andate a vuoto cala del 10% il prezzo di vendita dell’ex scuola elementare di Lora (da 750mila a 675mila euro) e del bar di piazza della Tessitrice (da 385mila a 346mila euro). L’amministrazione venderà anche una porzione dell’immobile della birreria di Camnago Volta (370mila), un negozio (850mila) in via Cesare Cantù accanto al liceo il cui occupante secondo il Comune è moroso. All’asta finisce anche il ristorante con magazzino e appartamento dietro alle piscine di Casate in via Virgilio (807mila euro) e il compendio di Tavernola accanto alla farmacia, che comprende l’ex centro civico, l’ex ufficio postale, un ambulatorio e un box (475mila).

Confermata la vendita dell’ex centro Espe di via San Bernardino (530mila) e della scuola di via Canova (1 milione e 325mila). «L’ex orfanotrofio di via Grossi - ha spiegato l’assessore - era inserito in un piano ministeriale sul cui buon esito però non c’è alcuna certezza. Metteremo dunque noi il bene all’asta, anche se prima dovremo affidare alcuni incarichi esterni per tutte le verifiche mancanti, compreso l’accatastamento».


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