Indagine sulla qualità della vita
Como al 17° posto, bocciata la sanità

Trionfano i capoluoghi del Nord-Est. Nel capoluogo lariano bene ambiente e sicurezza,meno gli affari e il lavoro, non benissimo il reddito

La vita di provincia non annoia e fa bene. Sono in vetta alla classifica della Qualità della vita 2020 le città di dimensioni medie, benessere solido, cultura antica e bellezza discreta: dopo Pordenone che di anno in anno si alterna sul podio con Trento, ci sono Vicenza, Padova e Ascoli Piceno che incrina il fronte compatto del nord est, seguita da Verona e Treviso. Ma a una manciata di posizioni successive brilla Como, 17esima provincia italiana per qualità della vita secondo la 22esima ricerca pubblicata da ItaliaOggi e svolta da Dipartimento di scienze sociali economiche dell’Università La Sapienza di Roma con Cattolica Assicurazioni.

Una lieve risalita

Como, con un punteggio complessivo di 700,75, sale in un anno di 7 punti, preceduta da Varese e seguita da un’altra marchigiana, Fermo, indicatore di come si stia sgretolando la contrapposizione Nord Sud a fronte di una maggiore articolazione delle differenze, che pure ci sono e drammatiche, e l’emergere di province minori dinamiche con fattori favorevoli come valori immobiliari contenuti e buoni livelli di reddito. Al contrario le aree metropolitane sono affaticate dall’emergere di un disagio sociale su cui incide e inciderà in una dimensione ancora imponderabile l’emergenza dovuta alla pandemia. Senza infamia né lode, quindi, le metropoli, statiche a metà classifica: Roma 50esima fa da spartiacque con Milano poco prima e Genova poco dopo.

Tuttavia, negli ultimi cinque anni, la qualità della vita in Italia è stata in costante miglioramento. La popolazione residente in province con livelli insufficienti di qualità della vita è ora il 20,5%, lo scorso anno era il 22,6, nel 2018 il 23,9.

Nel dettaglio Como, complessivamente promossa, ha qualche caduta. Per affari e lavoro è al 65esimo posto, molto meglio in ambiente, 18esima, merito in gran parte della raccolta dei rifiuti e dei pannelli fotovoltaici negli edifici pubblici. Positivo il bilancio reati e sicurezza: 27esima posizione in una classifica che arriva fino alla 106esima di Milano e 107esima di Rimini.

Per la dimensione sicurezza sociale, Como, che nella prima ondata non era stata investita in modo feroce, è 39esima, poco meno dello scorso anno. Bene l’istruzione e accettabile per popolazione, mentre per il sistema salute, che aggrega informazioni sulla dotazione di posti letto in reparti ospedalieri ad alta specializzazione e su quella di apparecchiature diagnostiche, Como è 86esima. Nella media per le strutture dedicate al tempo libero, 50esima, mentre è 45ª per reddito e ricchezza.

Tre indicatori in più

La ricerca fa riferimento, come sempre, ai dati dell’anno precedente. Ma in questo anomalo 2020 si sono voluti inserire tre indicatori in più nel monitoraggio della sicurezza sociale che potessero leggere l’impatto dell’emergenza pandemica che ha rivelato fragilità strutturali e una insospettabile vulnerabilità.

Sono stati elaborati i dati Istat sul numero dei decessi nei primi otto mesi dell’anno e l’effetto si legge nella posizione di Bergamo, 40 esima da 26esima dello scorso anno, Lodi è ora 80esima da 43esima.

Sono dati parziali, solo sul lungo periodo sarà possibile leggere la cicatrice che la pandemia lascerà sui redditi, sulle economie e sulla qualità della vita del Paese.

Vista la crescente complessità, per definire i confini della qualità della vita si sono raggruppate le 107 province italiane in cinque cluster con nove dimensioni di analisi: affari e lavoro, ambiente, sicurezza sociale, istruzione formazione e capitale umano, popolazione, reddito e ricchezza, reati e sicurezza, sistema salute, tempo libero.

© RIPRODUZIONE RISERVATA