La causa del viadotto
Sette consiglieri a rischio

Il Tribunale si riserva sui nomi da coinvolgere. Nell’elenco anche amministratori ancora in carica. Se coinvolti nella lite diventerebbero incompatibili

Como

Non succederà, ma se succede in consiglio comunale si rischia un piccolo terremoto. Il presidente del Tribunale, ieri nella seconda udienza sulla causa avviata dal Comune per accertare i danni al viadotto dei Lavatoi, si è riservato la decisione sulle eccezioni sollevate dagli avvocati delle parti chiamate a rispondere dei danni causati dai mancati lavori - dal 2009 a oggi - sul ponte. Una decisione particolarmente attesa non solo dalle persone tirate in causa da Palazzo Cernezzi, ma pure da sette consiglieri comunali che sedevano anche in passato sui banchi del consiglio e che - stando all’elenco depositato dall’ufficio legale del Comune - potrebbero essere potenziali soggetti a cui estendere la richiesta danni.

Se il presidente del Tribunale accogliesse la richiesta di estensione della causa, quei consiglieri diventerebbero all’improvviso tutti quanti incompatibili con il loro ruolo di amministratori.

La legge, infatti, prevede che «colui che ha lite pendente, in quanto parte di un procedimento civile o amministrativo» con il Comune, «non può ricoprire la carica di sindaco o consigliere comunale».

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