La giovane moda russa  sceglie il Made in Como

La giovane moda russa

sceglie il Made in Como

A Milano il Festival degli stilisti emergenti

apre prospettive per i produttori comaschi

Piccoli stilisti russi crescono e apprezzano sempre più i tessuti preziosi aprendo, come è già successo in Cina, interessanti prospettive per i produttori comaschi. La lunga e persistente crisi del rublo, che ha fortemente penalizzato le esportazioni del nostro fashion, ha invece favorito la crescita di brand locali che puntano su capi luxury che cavalcano la voglia, ormai universale, della clientela di non omologarsi.

È quanto emerge dal Festival della moda russa, che si è appena concluso a Milano. La metropoli lombarda ha accolto i creativi più brillanti, con le carte in regola per affacciarsi sulla scena internazionale. Scopo dell’iniziativa anche quello di creare un link con i produttori italiani.

«La rassegna è giunta alla sua ottava edizione dopo una sosta dovuta alla lunga e persistente crisi del mercato russo - dichiara Roberto Chianello, a capo della Società Italia promotrice dell’evento - vi hanno partecipato 17 nuovi talenti provenienti dalla Russia e da altri Paesi della Csi. Questo appuntamento vuole essere l’auspicio ad un inizio promettente e proficuo del nuovo anno 2018, che esalti sia la moda di questi stilisti, portavoce di Paesi culturalmente evoluti e di uno stile che sicuramente nasce anche per effetto trainante del nostro sistema moda, sia le opportunità di interscambio tra il nostro e quei Paesi».

Società Italia nasce nel 1993 con l’intento di sviluppare attività commerciali e promozionali nel settore della moda nei territori dell’ex Unione Sovietica. In più di due decenni di esperienza e di collaborazione con importanti griffe internazionali l’azienda ha acquisito oltre 700 clienti in 160 città, fra i quali le più importanti boutique, tutte di altissimo livello. «Entro i prossimi dieci anni la moda russa coprirà il 50% del mercato interno- fa sapere Chianello - Già oggi sono tanti i brand in ascesa che in prospettiva possono attingere a un distretto propositivo come quello comasco. Soprattutto se verranno revocate le sanzioni che hanno chiuso le porte del mercato russo». I primi ad auspicare una svolta sono i giovani creativi sbarcati a Milano. «Compro già sete a Como, la loro qualità e lo spiccato gusto restano unici al mondo, ma le restrizioni e i dazi elevati mi costringono a limitare gli ordini» spiega Alexandra Westfal, ventottenne stilista lettone che ha già ottenuto importanti riconoscimenti a livello europeo. Sulla stessa lunghezza d’onda Elena Shutko, 35 anni con atelier a Mosca, e Evgheni Hudorojcov, talento della Moldavia. La loro collezioni puntano su capi che uniscono moda e trame uniche per evitare di mischiarsi con articoli di produzione industriale. È naturale pertanto che le caratteristiche più importanti dei loro marchi siano: il design ricercato, qualità impeccabile nella confezione, stampe e mischie di fibre magistrali. Anche loro vorrebbe acquistare di più in Italia e quindi sperano in una progressiva rimozione di tutti gli ostacoli.

Per la cronaca, i 6 giovani brand che hanno raccolto più voti, con i commenti della giuria, sono stati:JKline di Kristina Gjenti dalla Georgia: ready-to-wear luxury, bianco simbolo di purezza, o nero come segno potente, in uno stile urbano elegante e seducente, per donne con una grande personalità. Brand n.8 di Svetlana Pusorjova dall’Estonia: femminilità, raffinatezza e praticità, uno stile classico ma innovativo per seguire il cuore. New Look by Rudermel di Elena Rudermel dalla Russia: una sapiente sintesi tra Occidente e Oriente immerge la donna, un’eroina moderna, nella natura originale attraverso la tradizione dei Nanai.Angela Le Borjois dalla Russia: l’ispirazione come un puzzle che crea infinite figure magiche, per una donna creativa ed esigente.Just_Anna_S di Anna Slepykh dalla Russia: design e cura della qualità, tessuti naturali e confortevoli per una donna informale in cerca di praticità.Morphine di Ekaterina Sergeevich dalla Moldavia: la sperimentazione, vestire per comunicare, attraverso uno stile forte e deciso. (Serena Brivio)


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