La proposta: una super provincia  Como con Lecco e Monza
Como - Villa Saporiti, sede della Provincia

La proposta: una super provincia

Como con Lecco e Monza

Arrivano, per legge, i nuovi “enti di area vasta”. E il presidente monzese lancia la proposta - «Così potremo competere con le aree più importanti del Paese». Stesso scenario per la Camera di commercio

Incontrando le categorie e gli amministratori locali, poche settimane fa a Como, il presidente della Regione Roberto Maroni era stato chiaro: spetta a voi il compito di mettere a punto una proposta credibile di accorpamento, in vista dell’addio alle Province previsto a fine 2016, con la riforma costituzionale.

Il primo a uscire allo scoperto, però, non è un comasco ma il presidente della Provincia di Monza Brianza, Gigi Ponti. Con una lunga lettera aperta, Ponti lancia un’idea destinata a far discutere: Monza si unisca a Lecco e Como, per far nascere la “Grande Brianza”.

Nascerebbe così una nuova realtà da un milione e 800mila abitanti e 183mila imprese. Resterebbe fuori Varese, mossa non proprio coerente che il nuovo assetto appena varato nella sanità (la nuova Asl vede Como unita a Varese) e con quanto accaduto in passato sul fronte universitario (Università dell’Insubria). Inoltre molti temono un ridimensionamento di Como, a vantaggio proprio di Monza.

Ma il documento di Gigi Ponti ha certamente il merito di aprire un dibattito. «Dobbiamo chiederci quali alleanze stringere - premette - per consentire alle energie migliori della Brianza di esprimersi e far fruttare al meglio i propri talenti. La risposta deve partire dalla consapevolezza che non siamo una bella periferia operosa della città di Milano. Meritiamo di più». «La sfida dei prossimi mesi sarà la capacità di tessere collaborazioni tanto proficue quanto leali, fondate sul rispetto e sul riconoscimento reciproco, senza svilire le autonomie, senza generare periferie: ecco perché la Brianza deve guardare anche a Como e a Lecco come possibili partner naturali per sviluppare un progetto di rete in grado di competere con le aree più sfidanti del Paese».

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