La scuola preferita è sempre il liceo  «Ma alle aziende servono tecnici»
Studenti all’uscita del liceo scientifico Paolo Giovio

La scuola preferita è sempre il liceo

«Ma alle aziende servono tecnici»

Il Giovio in cima alle preferenze delle matricole comasche ma crescono anche Da Vinci Ripamonti e liceo Ciceri. Tengono il Caio Plinio e il liceo classico e scientifico Volta

I numeri definitivi si avranno fra qualche giorno. Però, è già possibile avere un quadro ben definito dell’andamento in città delle iscrizioni alle superiori per l’anno prossimo.

Prima di tutto, è bene sottolineare come il numero sia in crescita rispetto a 12 mesi or sono. Su tutta la provincia, infatti, si sono registrate 3.903 domande, una settantina in più rispetto all’anno scorso (furono 3.830).

A Como, ancora una volta, la scuola con il maggior numero di matricole sarà il Giovio. L’istituto di via Paoli sfonda quota quattrocento domande attestandosi a 430, ben novanta in più rispetto allo scorso anno.

Un’altra realtà in forte salita è la Da Vinci Ripamonti: a settembre saranno 52 in più a sedersi sui banchi di prima di via Belvedere. Sorride anche la Ciceri, con le sue 287 domande, una trentina in più rispetto allo scorso anno.

Continua la crescita anche del Setificio: con 345 domande, si è toccato il picco più alto della scuola, tanto da dover mettere a punto una valutazione, considerati gli spazi a disposizione.

Una piccolissimo passo in avanti per il liceo Volta: in un mondo dove il latino e il greco pare attraggano sempre meno gli studenti, riesce ad avere un iscritto in più rispetto allo scorso anno: in ogni caso, quota 194 per un istituto con solo due indirizzi, scientifico e classico, è un buon risultato

In leggera crescita anche il Pessina:. Stabile sui dati dello scorso anno il Caio Plinio:

Come lo scorso anno, registra un segno meno la Magistri Cumacini: rispetto a settembre 2018, fatto salvo cambiamenti, dovrebbero arrivare 35 “primini” in meno.

In tutto, gli iscritti ai licei sono 2.179 contro i 1.313 degli istituti tecnici. Dato che fa un po’ storcere il naso agli imprenditori: ««Sono sincero - commenta Antonio Pozzi, vicepresidente di Unindustria - mi sarei aspettato un’inversione di tendenza, essendo il nostro uno fra i territori lombardi a maggiore trazione manifatturiera. È nostro dovere dare indicazioni chiare circa i fabbisogni del mercato del lavoro. È una battaglia continua convincere i genitori che ci sono figure professionali particolari richieste di cui c’è carenza»


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