L’accusa ingiusta all’atleta paralimpico  Un incubo la vendita dell’auto usata
Il tribunale di Como

L’accusa ingiusta all’atleta paralimpico

Un incubo la vendita dell’auto usata

Il campione Fabio Anobile assolto con formula piena dalla denuncia per truffa

Contro di lui gli acquirenti della sua Polo, che hanno fatto arrivare a lui le multe

Si è ritrovato a vivere una sorta di incubo, con tanto di processo a suo carico, per un’accusa che si è dimostrata del tutto ingiusta e pretenziosa. Fabio Anobile, 27 anni, ciclista paralimpico (parteciperà anche ai prossimi Giochi a Tokyo), residente in città, è stato assolto con formula piena dall’accusa di truffa ipotizzata contro di lui dagli acquirenti di un’auto usata che il giovane campione aveva messo in vendita sul web.

La vicenda, che ha risvolti kafkiani, risale a oltre cinque anni fa. Quando Anobile, definito dalla stessa federciclismo come «il futuro del ciclismo paralimpico italiano», ha messo in vendita la sua Volkswagen Polo usata sul web.

La vicenda

A rispondere all’annuncio un altro comasco. Dopo una lunga trattativa - che ha comportato una riduzione del prezzo di vendita dai 15mila euro iniziali a poco più di 10mila euro - il contratto viene firmato.

Neppure un mese e già l’acquirente inizia a contestare la qualità dell’auto. E a sostenere che il giovane ciclista gli avesse taciuto una serie di guai pregressi. Peccato che - al contrario - nel corso del dibattimento si scopre che Anobile aveva riferito tutto ciò che doveva essere riferito.

Fatto sta che meno di tre mesi più tardi quella che diventerà - per appena una settimana, in realtà - la proprietaria fittizia dell’auto, si presenta in Procura a denunciare Anobile per truffa. In quanto, a suo dire (o, meglio, a dire del figlio reale firmatario del contratto di vendita) l’annuncio sul web avrebbe tratto in inganno l’acquirente.

La sentenza

Il giudice, nella sentenza di assoluzione, arriva in realtà a raccontare una storia decisamente differente. Innanzitutto sottolinea come per due anni il povero Anobile si è visto recapitare a casa le multe prese dai nuovi proprietari dell’auto, che per tutto quel tempo non hanno mai provveduto a fare il passaggio di proprietà. Non solo, ma nel processo è anche emerso che la Polo è stata intestata fittiziamente alla donna che ha presentato denuncia in quanto, essendo disabile, il figlio ha potuto usufruire delle agevolazioni e delle detrazioni previste.

Infine, come se non bastasse, quando quasi due anni dopo è stato finalmente registrato il passaggio di proprietà, pochi giorni dopo l’auto è stata rivenduta dagli autori della denuncia per 11mila euro, ovvero il prezzo a cui l’avevano acquistata (contestando la truffa) due anni prima.

L’avvocato Massimo Guarisco, difensore del campione paralimpico comasco, nelle sue conclusioni al processo aveva chiesto al giudice non solo l’assoluzione di Fabio Anobile da ogni accusa, ma anche la condanna dei denuncianti a pagare i danni per l’incubo subito - ingiustamente - dal giovane. Alla fine il giudice ha assolto con formula piena, senza dubbio alcuno, l’imputato. Sottolineando in sentenza tutte le circostanze quantomeno insolite emerse nel corso del processo a carico della parte civile, ma non ha preso alcun provvedimento nei confronti degli autori della denuncia.


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