Lampioni, no all’appalto “minimal”  Da FdI a Forza Italia: tutti scettici
Il recente blackout di piazza Cavour con tutte le luci spente

Lampioni, no all’appalto “minimal”

Da FdI a Forza Italia: tutti scettici

Oggi il nuovo progetto andrà in commissione: tutti favorevoli al riscatto ma no alla proposta Consip

Si respira aria di tensione nella maggioranza sul capitolo lampioni. Nella città di Volta il rifacimento dei pali della luce con un maxi progetto pubblico e privato è atteso da anni, tre diverse amministrazione hanno inseguito l’obiettivo sbandierato puntualmente anche nell’ultima campagna elettorale. Oggi nella seconda commissione consiliare approderà invece una delibera “al ribasso”, firmata dal sindaco Mario Landriscina dopo le dimissioni dell’ex assessore ai lavori pubblici Vincenzo Bella e prima della nomina del neo assessore Pierangelo Gervasoni. Non c’è traccia del project financing, dei pali intelligenti con la rete wi-fi o dei giochi di luce sulle mura e sul lungolago, ma il progetto oltre al riscatto dei pali da Enel Sole (8mila punti luce per 508mila euro) prevede un appalto canonico da undici milioni per nove anni comprensivo di energia e manutenzioni per cambiare le lampade e fare le riparazioni aderendo alla piattaforma ministeriale Consip. Una scelta, quest’ultima, non gradita nemmeno dalla maggioranza. «Ci abbiamo lavorato per tanti anni - dice il coordinatore di Fratelli d’Italia Stefano Molinari, già ex assessore impegnato alla partita – e l’appalto Consip non è quello che avevamo in mente. Comprendo l’esigenza e la voglia di accelerare e di risolvere il problema, però auspico una riflessione per guardare più avanti e migliorare davvero l’illuminazione pubblica. Per valorizzare le bellezze del centro storico, le mura e il lago. Per risolvere in automatico da remoto i guasti. Per inserire wi-fi e telecamere». Molinari incolpa la precedente giunta guidata da Mario Lucini di aver «buttato via un mandato».

«In effetti è una delibera assai discussa, stiamo facendo più riunioni – dice il forzista Luca Biondi, presidente della seconda commissione – Como meriterebbe un’illuminazione decorosa e magari artistica. La delibera è stata firmata senza più Bella e ancora senza Gervasoni. Qualunque sia il parere dei commissari comunque sarà poi il consiglio comunale a decidere. Certo io penso che al posto di un canonico appalto sarebbe bello risolvere definitivamente il nodo pali della luce. Per cui se possibile sarebbe preferibile seguire una strada alternativa che conduca verso un project financing». Nella delibera però si spiega che per un bando o un progetto servirebbero dodici mesi di tempo, quando con l’appalto Consip si può ottenere un risultato in quattro mesi. E per seguire un nuovo progetto ad hoc per Como c’è anche bisogno di personale tecnico.

«La centrale ministeriale degli acquisti però offre un pacchetto uguale per tutti – fa notare Gabriele Guarisco consigliere del Pd membro della commissione – da Bolzano a Catania, non è un progetto ritagliato su Como. Colpisce poi che la città capoluogo stenti a fare passi avanti, mentre altri Comuni come Casnate e San Fermo abbiano già da tempo dei pali nuovi». Sabrina Del Prete, esponente della lista civica che sostiene il sindaco, pur avendo diverse perplessità, attende indicazioni dal gruppo. Paolo Martinelli, consigliere del gruppo Rapinese sindaco presente nella seconda commissione, valuterà proposte e perplessità solo durante la seduta.


© RIPRODUZIONE RISERVATA